Sensi unico: l’Inter vola, la Juve rallenta“. Così il Corriere dello Sport apre nella prima pagina dell’edizione odierna. “Il fantasista grande trascinatore stende l’Udinese (1-0) – si legge – con una prodezza che vale la terza vittoria consecutiva e il sorpasso sui bianconeri dopo quasi due anni. Ma il successo nerazzurro è agevolato dall’espulsione di De Paul per uno schiaffo a Candreva. Conte: “Loro forti, tre punti importanti”. In bianco la prima di Icardi, alle magie ci pensa Neymar:Maurito entra dalla panchina con lo Strasburgo, il Psg salvato da una rovesciata del brasiliano”.
Il
centrocampista va a segno di testa in una gara condizionata anche
dall’espulsione di de Paul per uno schiaffo a Candreva. Nerazzurri primi
a punteggio pieno
Dalla Gazzetta Dello Sport – Di testa in testa: da -21 a +2. Un colpo di testa del più piccolo vale due notti da sola in testa, staccando la Juve. Terza giornata, classifica ballerina per definizione, ma l’Inter sogna a punteggio pieno, staccando la Juve. Solo 1-0 con l’Udinese in 10 per un tempo, si potrebbe dire. Ma la squadra di Conte piazza 10 tiri in porta, esalta Musso e rischia poco o niente: inserisce Godin, vede scampoli di Sanchez e soprattutto si fa trainare da un Sensi straripante e ancora decisivo.
GRANDE SENSI
Sensi
è in un chiaro periodo di onnipotenza calcistica e il fatto che segni
di testa, anticipando Becao, a cui concede oltre 20 centimetri, è lì a
dimostrarlo. Ma i segnali si erano avuti già prima: dopo un quarto d’ora
sguscia fra due, cerca Lukaku, un difensore respinge e la palla gli
torna perfetta per un tiro al volo, altrettanto perfetto: Musso “rovina”
tutto parando. Forse per assecondare questo magic moment, ma più
probabilmente per cercare spazi nel compatto modulo dell’Udinese Conte
lo avvicina a Lukaku e alla porta, varando un 3-4-2-1. L’idea funziona,
tanto che anche Politano sarà più volte pericoloso e difficilmente
intercettabile. L’Udinese però è ben messa in campo, è fisica, riparte,
si fa anche pericolosa con Walace. Per far saltare l’equilibrio un aiuto
decisivo arriva da De Paul, che si fa cacciare per una manata plateale a
Candreva, che la sottolinea volando a terra e rimanendoci fino a Var
conclusa.
Il cross dalla trequarti su cui Sensi svetta all’altezza dell’area piccola è di Diego Godin, alla terza discesa palla al piede “alla Zanetti” (non proprio la specialità della casa). Sulle prime due chiude De Paul, sulla terza non c’è più. In compenso Godin mancherà un chiusura (altro Gronchi rosa) su Lasagna in contropiede a inizio ripresa, aggiungendosi all’errore di De Vrij e dando lavoro a Handanovic. La GDS, al debutto, mette insieme il primo clean sheet, ma va ulteriormente oliata. Skrinar è tornato prepotente e dominante sull’uomo, ma sbaglia in fase di costruzione. Fra le cose migliorabili c’è il centrocampo: Brozovic ci ha messo un tempo a trovare la posizione, Barella dopo un paio di buoni lanci è ricaduto in una “barellata”. Tackle in ritardo su De Paul, grossi rischi e giallo annesso: esce al 45’, per un Gagliardini che si fa notare per tre tiri da fuori, in mezz’ora scarsa.
Nella ripresa entrerà anche Lautaro, a rilevare un Lukaku che
non solo non fa tris (dopo le prime due giornate a segno), ma la vede
anche pochissimo, quasi sempre anticipato dai centrali e poco dialogante
con le due mezze punte. Meglio il Toro, ancora carico per la tripletta
con l’Argentina, e meglio anche Alexis Sanchez, a cui Conte concede 10
minuti più recupero quando Politano si infortuna al polso. Il cileno
parte a mille, corre ovunque: serve il solito super Musso per negargli
il gol al debutto (cross basso di Candreva, deviazione ravvicinata). Il
portiere è per distacco il migliore dei suoi, ma Tudor soffrirà meno
dell’anno scorso. De Maio chiude quasi tutto, Fofana è tornato in palla,
la squadra ha centimetri, polmoni e cuore. Anche in 10 per quasi
un’ora. C’è tempo per guardare la classifica. Cercherà di non farlo
anche l’Inter di Conte, ma qualcuno gliela farà notare.
“Non c’è bisogno che aggiunga tanto… Sono davvero orgogliosa di te piccolo!”. Inizia così il lungo messaggio che Giulia Amodio, compagna di Stefano Sensi, affida ad Instagram per espriemere la sua soddisfazione per il nuovo step professionale del centrocampista ex Sassuolo: “Lasciando da parte le tue qualità calcistiche se sei arrivato dove sei è anche perché oltre ad avere degli ottimi piedi hai una gran testa, quella che ti ha permesso di affrontare i periodi più duri e difficili sempre con grinta non scordandoti mai quale fosse il tuo obbiettivo. Quello di dare il massimo in qualsiasi circostanza anche in periodi duri e difficili dove avresti potuto mollare o perdere di mira l’obbiettivo, tu non non lo hai mai fatto, non hai mai mollato e grazie a questo oggi sei arrivato a raggiungere anche questa vetta davvero importante! Ti auguro il meglio e sono sicura che sarà solo l’inizio di una grandissima avventura”.
Pronta la risposta di Sensi, che divide i meriti con la fidanzata: “Se sono arrivato qua è anche grazie a te che mi hai sempre spronato a fare meglio ma soprattutto perché mi hai sempre supportato! Sei sempre stata la mia forza e lo sarai ancora! Ti amo amore mio” il commento del nuovo acquisto nerazzurro. Visualizza questo post su Instagram
Stefano Sensi è sempre più vicino all’Inter. E’ stata anche individuata la contropartita giusta per sbloccare l’affare: ai neroverdi dovrebbe andare il giovane attaccante Edoardo Vergani, valutato 3-4 milioni. A livello di formula, i due club sono d’accordo su un prestito sui 5 milioni con diritto di riscatto fissato tra i 22 e i 25 milioni; insomma un’operazione simile a quella chiusa dalle stesse parti in passato per Matteo Politano. Anche l’intesa con il giocatore e con l’agente per l’ingaggio è praticamente raggiunta: l’ex Cesena ha preferito i nerazzurri a parità di offerta rispetto al Milan, visto che entrambi i club garantivano 1,8 milioni netti fino al 2024. Anche il Sassuolo ha privilegiato la proposta dell’Inter rispetto a quella da 15 milioni più bonus del club di Via Aldo Rossi.