E’ giunto in Italia nel primo pomeriggio di oggi il presidente di Suning Holdings Group, Jindong Zhang. Dopo essere atterrato all’aeroporto di Milano Malpensa, assieme al figlio e presidente dell’Inter, Steven Zhang, ha visitato il Centro Sportivo Suning di Appiano Gentile, nel giorno della vigilia del match di Champions League contro lo Slavia Praga.
“Accolto calorosamente dall’allenatore Antonio Conte e dal suo staff, dalla dirigenza nerazzurra e dalla squadra, il Chairman ha visitato la struttura e ha incontrato i giocatori, che domani davanti ai suoi occhi affronteranno il primo match europeo della stagione.
In occasione della visita, Jindong Zhang ha rinnovato il supporto del gruppo Suning al club e condiviso l’apprezzamento per la strada intrapresa in questo inizio di stagione”, si legge sul sito della societa’ nerazzurra.
“Fissata invece per la mattina di domani la visita alla nuova avveniristica sede nerazzurra di viale della Liberazione, nel cuore del distretto della Tecnologia e del Design milanese, per poi presenziare allo stadio in serata”, si legge ancora nella nota dell’Inter.
Grafica di Transfermarkt: L’inter di oggi schierata con soli italiani
Il cambio di tendenza: Conte ha costruito un’ossatura italiana. Sono ben 13 gli “azzurri” nella rosa nerazzurra. I bianconeri ne hanno solo otto, il Napoli cinque, l’Atalanta tre.
Un cambio di rotta evidente. Il trend del passato aveva cominciato a mutare già dall’anno scorsa, ma la rivoluzione si è completata quest’estate. A Berni, Candreva, D’Ambrosio, Esposito, Gagliardini, Padelli, Politano, Ranocchia, l’Inter ha aggiunto Barella, Sensi e Biraghi, sono tornati Dimarco e Bastoni e così nel gruppo nerazzurro la nazionalità predominante è diventata quella italiana. Bizzarro se si pensa al nome (Internazionale) e alla storia del club nerazzurro, più comprensibile se ci si ricorda il nome del nuovo allenatore: Antonio Conte anche alla Juventus ha basato le sue vittorie su un folto gruppo azzurro. Per il tecnico pugliese è fondamentale avere all’interno dello spogliatoio un nucleo italiano e non ha mai nascosto questo gradimento.
La Roma ne ha 10, la Juventus otto, l’Atalanta solo tre
E le altre come sono messe? Anche la Roma, salutati Totti e De Rossi, ha rimpolpato la sua flotta italica: Antonucci, Cristante, Florenzi, Mancini, Mirante, Pellegrini, Santon, Spinazzola, Zaniolo e Zappacosta. Sono 10 e tre di questi sono appena arrivati. La Juventus ne mantiene otto, visto che ha salutato Spinazzola, ma ha riabbraccato Buffon, che va ad aggiungersi a Bernardeschi, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Perin (che a gennaio saluterá), Pinsoglio e Rugani. Tra le big con meno italiani ci sono la Lazio (Acerbi, Cataldi, Immobile, Lazzari e Parolo) e il Napoli (Di Lorenzo, Insigne, Luperto, Meret, Tonelli) con cinque e l’Atalanata che, escludendo i primavera che si aggregheranno alla squadra, ne conta soltanto tre: Gollini, Masiello e Sportiello. Quella bergamasca è la formazione che ne annovera il minor numero, meno anche della solita Udinese (ferma a quattro).
Avere tanti italiani è meglio o peggio?
Brescia (20, tra cui gli ultimi arrivati Matri e Balotelli), Lecce (16) e Verona (15) sono quelle che contano più “azzurri” in rosa. Le tre neopromosse. Ma avere un folto gruppo italiano comporta miglioramenti? Analizzando la recente situazione del calcio italiano e le difficoltà incontrate dalla Nazionale, verrebbe da rispondere in modo negativo. In generale è comunque sempre stato un fattore avere un nucleo centrale della stessa nazionalità. Ormai da anni la globalizzazione ha altresí abituato tutti a viaggiare e a condividere culture diverse e in sostanza anche gli stranieri (che in Serie A quest’anno sono oltre il 60% del totale) si adatanno più facilmente al nostro Paese, al nostro calcio e al nostro campionato. Il dato rimane curioso e inusuale proprio per quello che ha rappresentato l’Inter nell’immaginario collettivo fino a qualche stagione fa. Tecnico italiano e tanti giocatori italiani, nonostante la presidenza cinese. Il tempo dirà se porterà anche dei risultati positivi.
Tra la prima fase della campagna acquisti e la seconda tornata che deve ancora avere inizio, l’interregno sta snervando il pubblico nerazzurro e fiaccando il sostenibile ottimismo dei tifosi incrollabili. Oggi la Juventus, ci viene raccontato, è in vantaggio su Lukaku, il quale non è esattamente l’attaccante più forte del mondo ma è il tipo di giocatore che Conte aveva esplicitamente chiesto a Marotta. Ha una carta come Dybala che può spendere. In serata il suo agente è volato in Inghilterra per discutere ingaggio e i dettagli che potrebbero smuovere definitivamente la faccenda a favore dei bianconeri. A questo riguardo si è colta una divisione tra chi sostiene si tratti solo di una manovra di disturbo e chi da quasi per scontato che l’attaccante finisca a Torino. Le contraddizioni di questo periodo si sono palesate nella comunicazione di allenatore e amministratore delegato, le faccende da districare si sono rivelate più complesse di quanto non si volesse ammettere e la gestione della faccenda Icardi, salutata con entusiasmo dal pubblico più “incarognito” con l’argentino, sta vivendo un’interminabile fase di stallo che danneggia il mercato. Marotta ha dichiarato che non ci sono novità, salvo quella promossa da tutti gli organi di stampa riguardo l’avvicinamento deciso a Cavani, nel caso sempre più probabile che Lukaku vada altrove.
Il silenzio radio rispetto alle trattative di mercato esaspera tanti interisti e accentua un intimo sospetto che si fa largo, come certe teorie del complotto. Si tratta di una teoria molesta che riguarda una proprietà che non riesce o, peggio, non vuole davvero spiccare il volo per diventare quello che annuncia da tempo di voler essere. Arginare questo clima è complesso se l’asticella delle aspettative viene brutalizzata da una realtà molto più difficile del previsto, una realtà che, nonostante la sparizione del settlement agreement (ma non quello del fair play finanziario), impedisce di arrivare a Lukaku perché non si riesce ad arrivare alla cifra richiesta da un Manchester Utd.
Una cifra sproporzionata quanto vogliamo ma in linea con un mercato che da diversi anni ha preso una deriva senza controllo e nel quale i top club banchettano, permettendosi di spendere cifre folli verso giocatori interessanti che non sempre mantengono le promesse. La percezione di questa impotenza si legge anche nella trattativa per acquistare Dzeko. Marotta non accetta, legittimamente, di prendere un giocatore (Dzeko) che sarà libero tra cinque mesi, ad una cifra smodata (20 milioni) decisa da Juventus e Roma per mettere in difficoltà l’Inter. Se davvero c’è già un gradimento da parte del bosniaco, non sarebbe logico e tantomeno serio da parte dei giallorossi, fare le barricate per conto della Juventus, per poi scontare l’eventuale addio a parametro zero a fine anno, con conseguenze tecniche inevitabili. Per questo Dzeko alla fine dovrebbe arrivare. Il tandem dell’attacco più probabile oggi sembra dunque Cavani-Dzeko, più Lautaro Martinez. Una coppia di straordinario livello ma anche parecchio anziana (65 anni in due) e con un ingaggio elevato. L’attacco tra due anni sarebbe da rifondare nuovamente ma se la società lo ha messo in conto può anche essere accettabile.
Quello che non va sottovalutato è però il messaggio che il club trasmette convintamente, riferito all’ambizione (Zhang) e all’anima visionaria (Conte dixit) che da tempo sbatte contro l’impossibilità di spendere quanto si vorrebbe. L’arrivo di Marotta prima e Conte poi, ha trasferito il concetto di un’Inter finalmente da corsa. E’ naturale che le tante, troppe situazioni ancora senza soluzione, suscitino un temporaneo periodo di sconcerto. Quando i giochi saranno fatti il pubblico nerazzurro potrebbe essere diviso nell’accettare Lukaku alla Juve, non tanto per la forza effettiva ma per l’obbiettivo sfumato a favore di rivali che, con il loro strapotere economico, da anni danneggiano le rivali (Higuain, Pjanic) e si rinforzano con un fatturato che gli permette di prendere Ronaldo o soffiare Lukaku, anche per il gusto di fare un dispetto a Conte e Marotta. Contrariamente a quello che ci raccontano è più realistico pensare che per essere al livello a cui aspira l’Inter, deve aumentare ulteriormente i ricavi e andare a fare la guerra con le stesse armi di avversari che hanno anni di vantaggio, un patrimonio tecnico più ricco e fatturati ancora inarrivabili. Ci vuole ancora molta, molta pazienza.
Investimenti, certo, ma sempre nel rispetto delle norme per il Fair Play Finanziario. Dopo l’incontro di mercato avvenuto a Nanchino con i vertici di Suning e Conte, Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, è stato chiaro in merito alle prossime mosse nerazzurre sul mercato. Parole che suonano quasi come un addio annunciato alla pista Lukaku:
“Che risposte abbiamo dato a Conte? Lo conosco benissimo, conosco il suo linguaggio, lo so interpretare nel migliore dei modi. Tutta la società è in sintonia, direi in simbiosi, con lui, con la ricerca del particolare, col fatto che sia molto esigente e abbia alla base di tutto una forte cultura del lavoro che lo porta a curare anche i minimi particolari. Da qui l’esigenza di avere una squadra a disposizione nell’immediato. Però il mercato lungo fa sì che le società dilatino un po’ i loro tempi in generale, è un mercato che non è ancora entrato nel vivo. E’ chiaro che noi siamo in difficoltà soprattutto nel reparto offensivo, ma vogliamo fare le cose con calma per non fare delle scelte avventate. Ogni scelta va fatta e condivisa con Conte, senz’altro, ma dobbiamo anche riconoscere come debbano essere dettate da rispetto di equilibri finanziari ed economici e quindi siamo molto attenti al rispetto del financial fair play. Non possiamo fare investimenti troppo onerosi, rischiamo di ricadere nuovamente nelle griglie dell’Uefa“.
Tutti a cena da Zhang Jindong. La Gazzetta dello Sport fornisce gli ultimi aggiornamenti sulle vicende di casa Inter.
E’ in corso in questi minuti la cena ufficiale tra il patron di Suning, il figlio e presidente Steven Zhang e la delegazione nerazzurra al completo, che ha lasciato l’hotel alle 19 ora locale, le 13 in Italia. E’ un appuntamento di rappresentanza, a margine della quale i dirigenti insieme con Conte affronteranno i temi del mercato.
L’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio sono sbarcati in giornata a Nanchino anche per affrontare le questioni più calde, dalle cessioni ancora in sospeso al mancato arrivo degli attaccante che il tecnico chiede.
Secondo il Corriere dello Sport, il tecnico salentino non si aspettava un inizio così complicato e tutte queste difficoltà sul mercato ma non ha alcuna intenzione di gettare la spugna, come alcuni avevano scritto sui social. Ecco i cinque nodi che l’allenatore nerazzurro è chiamato a sciogliere il prima possibile
La sua prima estate interista la immaginava un po’ diversa. Intendiamoci, quando ha firmato con l’Inter Antonio Conte sapeva benissimo che la società non avrebbe potuto spendere liberamente sul mercato, che c’erano da sistemare casi complicati come quelli di Icardi e Nainggolan, che la squadra andava significativamente rinforzata con pedine di qualità e personalità, che sarebbero rientrati elementi complicati da piazzare e che c’era una tournée stressante in calendario. Il tecnico di Lecce quando ha detto di sì all’ad Marotta aveva un quadro completo della situazione e degli ostacoli che avrebbe trovato sul suo cammino, ma sperava di saltarli con più facilità. Da solo o con l’aiuto della dirigenza. Finora invece non è successo. Chi lo immagina addirittura pronto a gettare la spugna (sui social qualcuno fa a sproposito un parallelo con il suo addio alla Juventus nel 2014, a pochi giorni dall’inizio del ritiro; altri provano a cercare similitudini con Marcello Lippi, anche lui ex juventino esonerato da Moratti all’inizio della seconda stagione, non dopo poche settimane…) però si sbaglia di grosso.
Lukaku e Dzeko
E’ la lacuna più evidente perché, se la difesa è stata sistemata con Godin e la mediana potenziata con Lazaro, Sensi e Barella, là davanti di arrivi non ce ne sono stati. La situazione è stata peggiorata dall’infortunio di Politano, dalla rinuncia a Icardi e dalle vacanze di Martinez. Ecco perché Conte aveva insistito perché Pinamonti non fosse ceduto subito: la necessità di fare una plusvalenza entro il 30 giugno ha spinto la dirigenza a venderlo e ha ulteriormente allargato la falla. Il resto lo hanno fatto le richieste giudicate eccessive della Roma per Dzeko e dello United per Lukaku.
L’Inter ha raggiunto Nanchino (Cina), dove mercoledì affronterà in amichevole la Juve di Sarri e dove, soprattutto, è in programma l’importante vertice di mercato tra Antonio Conte, il presidente Steven Zhang, l’a.d. Beppe Marotta e il d.s. Piero Ausilio. Il tecnico ha pubblicamente manifestato la propria (al momento) insoddisfazione per quanto riguarda le trattative non ancora concluse: Lukaku e Dzeko restano le sue priorità e l’incontro servirà per definire ogni strategia da qui in avanti.
Per quanto riguarda Dzeko, la distanza con la Roma è pronta ad essere colmata in pochi giorni. Mentre il problema più grande riguarda l’affare Lukaku, per cui il Manchester United chiede 83,5 milioni. Il club nerazzurro per ora non ha alcuna intenzione di soddisfare la richiesta dei Red Devils, a maggior ragione se non si sblocca il mercato in uscita (altro capitolo di cui si discuterà a Nanchino) con Icardi e Nainggolan fuori dal progetto ma ancora sotto contratto. Ecco perché il vertice di lunedì sarà fondamentale per sciogliere diversi nodi che negli ultimi giorni hanno bloccato il mercato nerazzurro.
Una possibile alternativa a Lukaku è Rafael Leao, 20enne portoghese del Lilla che piace molto alla dirigenza interista. I francesi chiedono 40 milioni di euro, ma come detto si tratta di un piano B che verrebbe seriamente preso in considerazione soltanto di fronte a un definitivo semaforo rosso per il centravanti del Manchester United. Lunedì potrebbe essere il giorno decisivo per il prosieguo del mercato nerazzurro.
Archiviata con un successo la prima amichevole della stagione contro il Lugano, per la nuova Inter di Antonio Conte è già tempo di concentrarsi sulle prossime sfide estive. Nella giornata di martedì 16 luglio i nerazzurri partiranno per la tournée estiva in Asia dove affronteranno nell’International Champions Cup Manchester United, Psg e sopratutto Juventus. Poi confronto a Londra con il Tottenham e in chiusura friendly match con il Valencia. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul programma delle amichevoli dell’Inter con date e diretta tv.
Archiviata con un successo la prima amichevole della stagione contro il Lugano, per la nuova Inter di Antonio Conte è già tempo di concentrarsi sulle prossime sfide estive. Nella giornata di martedì 16 luglio i nerazzurri partiranno per la tournée estiva in Asia dove affronteranno nell’International Champions Cup Manchester United, Psg e sopratutto Juventus. Poi confronto a Londra con il Tottenham e in chiusura friendly match con il Valencia. Ecco tutto quello che c’è da sapere sul programma delle amichevoli dell’Inter con date e diretta tv.
Amichevoli estive Inter, quali avversarie e quando giocano. Spicca la sfida con la Juventus
Dopo l’esordio nel match contro il Lugano vinto 2-1, nuove amichevoli estive alle porte per l’Inter di Antonio Conte. La formazione nerazzurra sarà impegnata inizialmente nella tournée asiatica prevista per il prestigioso torneo dell’International Champions Cup. Esordio con il Manchester United sabato 20 luglio alle 13.30 italiane per la compagine meneghina che poi mercoledì 24 luglio affronterà la Juventus. Una sfida mai banale, con Conte che per la prima volta ritroverà la sua ex squadra da avversario (sempre alle 13.30 italiane). Sabato 27 luglio il match contro il Psg (ore 13.30 italiane) e poi chiusura a Londra domenica 4 agosto contro il Tottenham. Ultimo impegno per la nuova Inter, sabato 10 agosto alle 21.30 contro il Valencia, prima dell’esordio in A previsto per il 24 o 25 agosto.
Sabato 20 luglio: Inter-Manchester United (ore 13:30 italiane, diretta tv in chiaro su Sportitalia)
Mercoledì 24 luglio: Inter-Juventus(ore 13:30 italiane, diretta tv in chiaro su Sportitalia)
Sabato 27 luglio: Inter-PSG (ore 13:30 italiane, diretta tv in chiaro su Sportitalia)
Domenica 4 agosto: Inter-Tottenham(ore 16 italiane, diretta tv in chiaro su Sportitalia)
Sabato 10 agosto: Inter-Valencia (ore 21:30, in tv da definire)
Solo al rientro in Italia torneranno al lavoro anche Lautaro e Asamoah. L’attacco è sguarnito: si parte ancora con i giovani.
Sabato c’è il Manchester United. Domani si parte per Singapore. Il precampionato dell’Inter va di corsa e non c’è tempo per prendere fiato. In realtà una pausa c’è, ed è quella della giornata di oggi. Tutti liberi dopo la fine del raduno, compreso Mauro Icardi, che ha lasciato Lugano sabato. L’unico a lavorare è Politano, perché per recuperare dall’infortunio non si può perdere tempo, e qualche sessione andrà comunque saltata per via dei viaggi e dei trasferimenti. Matteo, presente anche ieri all’amichevole, partirà infatti per l’Asian Summer Tour, anche se non giocherà le amichevoli. Stessa cosa dicasi per Radja Nainggolan, anche se qui non ci sono infortuni, ma solo la decisione del club: è “fuori dal progetto”. Il Ninja a differenza di Icardi però viaggerà e si allenerà con la squadra, ma non verrà “convocato” per le partite.
Al gruppo interista si aggiungeranno anche Barella (se arriveranno in tempo i visti, altrimenti partirà il giorno dopo), il difensore Bastoni, reduce dalle vacanze dopo l’impegno con l’Under 21 e l’uruguaiano Vecino, che potrebbe unirsi direttamente a Singapore alla fine delle vacanze. Diego Godin invece arriverà a Nanchino, prima del secondo match della tournée (quello contro la Juve). Gli ultimi ad aggiungersi saranno Lautaro e Asamoah, che hanno chiuso più tardi Coppa America e Coppa d’Africa: si uniranno al gruppo al rientro a Milano. Fra i giovani che erano aggregati al ritiro probabili conferme per Agoumé, e per Esposito, Colidio e Vergani, visto che l’attacco è il reparto più sguarnito (in attesa di notizie dal mercato).
La Juventus ha problemi di attaccanti in esubero e Paratici va al ribasso per Mauro Icardi, l’Inter preferisce il Napoli.
Icardi alla Juventus? Inizia una lotta di nervi tra bianconeri e nerazzurri. La dirigenza juventina vorrebbe mettere le mani sul bomber nerazzurro a prezzo di saldo, l’Inter invece preferisce l’idea di cedere il giocatore al Napoli. I partenopei sarebbero disposti a versare all’Inter 60 milioni di euro, l’offerta della Juve è decisamente inferiore.
“Se in viale della Liberazione valutano Icardi ancora tra i 60 e i 70 milioni, alla Continassa sono pronti a metterne sul tavolo non più di 40-45 e soprattutto escludono contropartite tecniche come Dybala, che qualche settimana fa era stato inserito in un ipotetico scambio e che invece intende restare a Torino”.
Anche i rapporti tra i club non sono idilliaci, a causa “di qualche dispettuccio tra Paratici e Marotta”.