OGGI POMERIGGIO ALLE 15.30 LA CONFERENZA STAMPA DI GIUSEPPE MAROTTA E ANTONIO CONTE.

MILANO – Sta per iniziare ufficialmente la nuova stagione nerazzurra, che prenderà il via lunedì 8 luglio con il ritiro della Prima Squadra a Lugano (qui tutte le informazioni). Oggi pomeriggio, domenica 7 luglio il CEO Sport Giuseppe Marotta e il tecnico nerazzurro Antonio Conte incontreranno i giornalisti nella conferenza stampa di inizio stagione, in programma alle ore 15.30 nel nuovo Inter HQ.

L’evento verrà trasmesso in diretta streaming su Inter TV, inter.itFacebook, Twitter e YouTube.

Mercato INTER: “Suning mira a un colpo mondiale che farà da testimonial”

Il club nerazzurro lavorerà alla trattativa per Lukaku che diventerà un simbolo della squadra che vuole essere l’antiJuve.

Il Manchester United ha chiesto per lui 80 mln. Romelu Lukaku vale tanto per il Manchester United e anche per Suning se si considera a proposito del belga: “Sarà supercolpo“.

E si aggiunge anche: “Nei piani di Suning dovrà essere simbolo di questa Inter costruita per diventare l’anti-Juve, ma pure un importantissimo testimonial a livello planetario visti anche i suoi trascorsi al Manchester”.

Il giocatore ha chiesto al club inglese di lasciarlo partire e la sua volontà può fare la differenza. Ma servono ottanta mln per acquistarlo e pare anche senza contropartite. Così i nerazzurri potranno regalarlo a Conte se cederanno Icardi.

Con Zhang l’INTER punta sempre più in alto. In tre anni Suning ha ribaltato il club. Ecco i prossimi passi.

Steven Zhang

Ruolo più centrale del presidente, un grande acquisto top. Ed entro metà luglio il progetto del nuovo impianto in Comune.

Steven Zhang sta riempiendo l’Inter. E che non ci si sbaglia ad abituarsi in questa direzione, perché nei prossimi mesi – molto di più di quanto non sia successo in tre anni meno otto giorni di proprietà – la figura di Steven Zhang sarà sempre più centrale. L’ha fatto capire lui, nel discorso davanti ai dipendenti lunedì, nel primo giorno della nuova sede: “Comincia una nuova era”. È l’era Zhang, appunto. Che ha pronta un’altra rivoluzione silenziosa. La prima targata Suning, dal 28 giugno 2016 a oggi, ha prodotto cambiamenti che di solito in un club avvengono in periodi molto più dilatati: in serie, è cambiata la sede, l’azionista di minoranza con cui accompagnarsi nell’avventura (LionRock), il dirigente a cui affidare il progetto (Marotta) e poi molto più banalmente (neppure troppo) l’allenatore e il capitano storico della squadra. Con toni bassi e svolte decise, come amano muoversi Zhang padre e figlio.

Centralità

Cosa succede ora? Nel nome di Steven, ecco le prossime cinque svolte che ha in testa il presidente. La prima, nell’ambito della comunicazione, riguarda se stesso: scenderà in campo in prima persona molto più spesso da qui in avanti. Lo farà perché ha capito una volta di più quanto l’Inter sia un veicolo eccezionale per il mondo Suning in Europa: la sede di Porta Nuova, per intendersi, rappresenta un riferimento non solo sportivo ma anche per tutti gli investitori legati a Suning che transitino a Milano. E allora aspettiamoci uno Zhang più pubblico e meno privato, sfruttando magari la sponda di Bbc per l’Europa o Cnn per l’America. L’idea è costruire un percorso che lo porti a giocare un ruolo centrale anche nell’Eca, molto più dell’attuale presenze nel Club Competition Committee. Piccolo dettaglio a margine: Zhang vivrà ancor di più a Milano di quanto non faccia già oggi. E sta imparando l’italiano, magari presto ne darà dimostrazione.

Stadio

Punto due. L’idea di costruire un impianto con il Milan è vivissima, ha solo subito qualche rallentamento burocratico. Ma ci siamo, gli uffici tecnici di Inter e Milan stanno ultimando gli studi. Entro metà luglio, prima della partenza per le rispettive tournée, i due club di Miano presenteranno al sindaco Sala il progetto del nuovo stadio.

Ricavi e sponsor

Il punto tre e quattro sono in qualche modo collegati. L’Inter ha accelerato sul piano dell’aumento dei ricavi. Il bilancio al prossimo 30 giugno sarà chiuso con una cifra vicina ai 350 milioni di euro di ricavi, avvicinando il traguardo dei 400. Come raggiungerlo? Con un nuovo sponsor. Ecco il punto quattro. Nel 2020 scadrà lo storico accordo con Pirelli, che attualmente frutta alle casse nerazzurre una quota base di 10,5 milioni, più altri 6 legati alla qualificazione Champions, cifra che comunque non può andare oltre i 22 milioni in base al cammino europeo. Logico pensare che l’Inter voglia qualcosa di più e lo cerchi in un marchio internazionale.

Uomo copertina

E poi c’è la squadra. Oggi l’uomo copertina dell’Inter è (ancora) Mauro Icardi, basti pensare alla prossima tournée in Asia: l’argentino resta l’uomo più atteso. Ecco: l’Inter vuole andare oltre. Vuole un altro giocatore che sia un marchio altrettanto riconoscibile e più “spendibile” di Icardi. È per questo che è logico immaginare l’arrivo, in questo mercato, di un giocatore di livello internazionale. Per la felicità di Antonio Conte, mica solo di Zhang.

INTER: facciamo chiarezza sulla reale situazione di bilancio. l’Inter non deve fare plusvalenze ma vuole fare plusvalenze. Come sarà il mercato nerazzurro ?

Riportare l’Inter nell’elite del calcio mondiale”. E’ stato questo il messaggio che ieri, all’inaugurazione della nuova sede, Steven Zhang ha nuovamente lanciato ai dipendenti dell’Inter. A che punto è la fase di rinascita del club nerazzurro? A maggio, finalmente, è arrivato il via libera della Uefa: l’Inter è fuori dal settlement agreement. Allora perché si continua a parlare di plusvalenze da fare entro giugno? La prima risposta è che l’Inter non deve fare plusvalenze ma vuole fare plusvalenze.

Riportare l’Inter nell’elite del calcio mondiale”. E’ stato questo il messaggio che ieri, all’inaugurazione della nuova sede, Steven Zhang ha nuovamente lanciato ai dipendenti dell’Inter. A che punto è la fase di rinascita del club nerazzurro? A maggio, finalmente, è arrivato il via libera della Uefa: l’Inter è fuori dal settlement agreement. Allora perché si continua a parlare di plusvalenze da fare entro giugno? La prima risposta è che l’Inter non deve fare plusvalenze ma vuole fare plusvalenze.

IL BILANCIO – “Gli ultimi due esercizi del triennio hanno chiuso con deficit di 24,6 milioni (nel 2016-’17) e 17,7 milioni (nel 2017-’18), che una volta scorporati dei costi non rilevanti per il Fair Play Finanziario (tasse, investimenti nel settore giovanile, ammortamenti non riguardanti il patrimonio calciatori: quantificabili in circa 18 milioni annui), hanno permesso all’Inter di chiudere i primi due anni del triennio 2016-2019 con un passivo di appena 6 milioni. Ciò vuol dire che per essere ragionevolmente certi di non finire nuovamente nelle maglie della UEFA ai nerazzurri basterà chiudere il bilancio 2018-’19 con un passivo totale non superiore ai 40 milioni (cifra che equivarrebbe a -22 nei conteggi del FFP per quanto spiegato in precedenza)”.

LE PLUSVALENZE – “Analizzando i conti di questa stagione, l’obiettivo parrebbe essere già raggiunto anche senza l’obbligo di incamerare plusvalenze entro il 30 giugno. Il bilancio dovrebbe aumentare di 83,6 milioni, pur mancando all’appello i 51,2 milioni di plusvalenze dell’anno scorso. Le voci che vorrebbero l’Inter intenzionata a incamerare 30 (o per alcuni 40) milioni di plusvalenze entro il 30 giugno sembrerebbero mettere in risalto l’obiettivo di Suning di centrare per la prima volta un reale pareggio di bilancio, non la necessità di adeguarsi ai parametri Uefa”

GODIN E CONTE – “L’ex tecnico della Nazionale ha firmato un contratto di 11 milioni di euro netti a stagione: il che significa 17,2 milioni di euro lordi per il 2019-’20, tenuto conto dei benefici fiscali contenuti nel Decreto Crescita. Mentre il centrale proveniente dall’Atletico Madrid guadagnerà 6,75 milioni netti, pari a 10,6 milioni lordi”

IL RITARDO DEGLI SPONSOR – “Due importanti sponsor (Full Share e Lvmama), che garantivano 10 milioni annui ciascuno al club, hanno deciso di interrompere la collaborazione con i nerazzurri a partire dal 1° luglio 2019. E inoltre c’è qualche malumore in società per il ritardo nei pagamenti di alcuni partner asiatici per un totale di 75 milioni. Togliendo, oltre ai 20 milioni sopracitati, anche le poche plusvalenze realizzate nel 2018-’19 e conteggiando i soli ricavi garantiti della prossima partecipazione alla Champions League (il quarto posto e la posizione nel ranking decennale permettono di stimare questa cifra in 35,5 milioni) e l’impatto sul bilancio delle prime operazioni di calciomercato, ingaggio di Conte compreso, a oggi l’Inter presenterebbe per il 2019-’20 un passivo di 78 milioni, circa il doppio del massimo consentito come margine di sicurezza per non sforare il break-even UEFA 2018-’20”

COSA ASPETTARSI DAL MERCATO – “Se fino all’anno scorso le plusvalenze erano servite in maniera preponderante per rimettere a posto i conti, quest’anno potranno quindi finalmente essere utilizzate per finanziare gli acquisti e questo giustifica la caccia nerazzurra a giocatori costosi per prezzo e ingaggio, come Dzeko e Barella finanziati dalle cessioni di giovani come Emmers e Vanheusden e giocatori non centrali nel progetto. Per l’eventuale “ciliegina sulla torta”, che potrebbe essere rappresentata da Lukaku o Dybala, sarà invece necessario vendere uno o due calciatori di livello. Il maggiore indiziato è ovviamente Icardi, che garantirebbe una plusvalenza pari al suo costo di cessione”

LA CONCLUSIONE – “L’Inter, ad ogni modo, è tornata a respirare e può programmare un’ulteriore crescita rispetto agli anni passati e nessun sacrificio sarà inconsolabile: poche squadre possono dirsi in una posizione tanto fortunata, in Italia.”

Sabatini ritorna al lavoro a Bologna: “All’INTER con Suning ho sbagliato ad avere troppa fretta”

Walter Sabatini con Steven Zhang all’epoca come dirigente di Suning Sport.

Intervenuto nella conferenza stampa di presentazione da nuovo dirigente del Bologna, Walter Sabatini si prepara per l’avventura coi felsinei. “Questa è la mia prima scelta. potrò mantenere la mia bolla di felicità. E’ la città ideale per vivere bene, e festeggiare qualche successo sportivo. Mi viene dato l’appellativo di ‘guru’ da gente che da tempo mi voleva qui, ma ho poco a che fare con questo ruolo. Ho vissuto un mese a contatto con l’aldilà, e ora voglio tutto e subito”.

Una battuta anche sul passato. Ed è inevitabile il capitolo Inter. “Con Suning le cose sono andate male per colpa mia, ho avuto fretta di fare tutto subito. Però l’idea di un network internazionale ce l’ho da tempo e qui credo finalmente si possa realizzare. Vedo la volontà della proprietà, e ce ne sono anche la capacità. Vogliamo creare un percorso per cui i giocatori crescono nelle Accademie e poi vengono portati in Europa con il Bologna al vertice. Se i giocatori vengono messi in situazioni funzionali crescono più in fretta. Una volta creati mercati paralleli per migliorare la prima squadra avremo raggiunto il nostro obiettivo”.

Sabatini racconta anche un aneddoto. “Il mio pallino per il Bologna nasce dagli anni Sessanta. Ai tempi, tifavo la squadra perché, da milanista, era l’unica antagonista dell’Inter”.

INTER changes house- VIDEO: presentation of the new headquarters “Here to live new successes”

Inter changes home. Nothing to do with San Siro, whose future is yet to be written, but for the Nerazzurri it is time for a new venue: having abandoned that of Corso Vittorio Emanuele, Inter presented on social networks the structure in Porta Nuova, a jewel in the most modern area of the Lombard capital. On the club’s official website, the statement:

“Reflecting the ambition and the future vision of the Club. The choice of a highly iconic place of the city, symbol of the new global and technological Milan, is not accidental.

Inside the building ‘The Corner’, owned by the Generali Group, five floors completed by a panoramic terrace with a view that embraces Milan from the Madonnina to San Siro are now home to the new Club house in the city, designed by DEGW and FUD, a Lombardini Group brand22. The spaces are characterized by a careful work of visual identity that sees the Nerazzurri brand play a central role together with the great champions of the history of the Club and the internationality of the Nerazzurri colors.

A work environment characterized by the pleasant natural brightness created by large windows that immerse the spaces in the heart of the Porta Nuova innovation district, from well-chosen furnishing choices and innovative technological solutions. The final result is a space in which the areas of the various work stations are accompanied by zones created for sharing and collaboration.

The 9th floor of the hotel is the only one of its kind, dedicated to welcoming guests and events, where there is a multi-purpose media room, but also the Inter Heritage area and a completely renovated Trophy Room, a true multimedia installation that tells at a glance the history of the whole Nerazzurri palmares.

Eco-sustainability is one of the values that the Club wants to have as a reference in this new era. He therefore chose a new building for his new office, paying particular attention to the environment and performance efficiency, which received the LEED Gold certification.


Investments in new infrastructure for the development of the Club do not end with the Milan office: in addition to the new headquarters, the renovation project for the Appian Gentile Suning Training Center, which will allow the Club to acquire a elite structure able to provide our team with all the support needed to raise our sports performance even further “.

L’INTER cambia casa- VIDEO: presentazione della nuova sede “Qui per vivere nuovi successi”

L’Inter cambia casa. Nulla a che fare con San Siro, il cui futuro è ancora da scrivere, ma per i nerazzurri è tempo di una nuova sede: abbandonata quella di Corso Vittorio Emanuele, l’Inter ha presentato sui social la struttura a Porta Nuova, un gioiello nella zona più moderna del capoluogo lombardo. Sul sito ufficiale del club, il comunicato:

“Rispecchiare l’ambizione e la visione futura del Club. Non è casuale la scelta di un luogo altamente iconico della città, simbolo della nuova Milano globale e tecnologica.

All’interno del building ‘The Corner’, di proprietà del Gruppo Generali, cinque piani completati da una terrazza panoramica con una vista che abbraccia Milano dalla Madonnina fino a San Siro ospitano da oggi la nuova casa del Club in città, progettata da DEGW e FUD, brand del Gruppo Lombardini22. Gli spazi sono caratterizzati da un’attenta opera di identità visiva che vede il brand nerazzurro ricoprire un ruolo centrale insieme ai grandi campioni della storia del Club e all’internazionalità dei colori nerazzurri.

Un ambiente di lavoro caratterizzato dalla piacevole luminosità naturale creata da grandi finestre che immergono gli spazi nel cuore del distretto dell’innovazione di Porta Nuova, da scelte di arredamento curate e da soluzioni tecnologiche innovative. Il risultato finale è uno spazio in cui le aree delle diverse postazioni lavoro si accompagnano a zone create per la condivisione e la collaborazione.

Unico nel suo genere il 9° piano della struttura, dedicato all’accoglienza di ospiti e agli eventi, nel quale trovano spazio una sala media multifunzione, ma anche l’area Inter Heritage e una Trophy Room completamente rinnovata, vera e propria installazione multimediale che racconta in un solo colpo d’occhio la storia dell’intero palmares nerazzurro.

La eco-sostenibilità è uno dei valori che il Club vuole avere come riferimento in questa nuova era. Ha scelto quindi per la sua nuova sede un building riqualificato con particolare attenzione al rispetto dell’ambiente e all’efficienza delle prestazioni, che ha ricevuto la certificazione LEED Gold.

Non si esauriscono con la sede milanese gli investimenti in nuove infrastrutture per lo sviluppo del Club: oltre alla nuova sede, da pochi giorni è partito anche il progetto di ristrutturazione per il Suning Training Center di Appiano Gentile, che consentirà al Club di dotarsi di una struttura d’élite in grado di fornire alla nostra squadra tutto il supporto necessario per elevare ancora di più la nostra performance sportiva”.

L’INTER cambia sede dopo 10 anni. Da Corso Vittorio Emanuele a zona Porta Nuova. Lì Moratti costruì la squadra del Triplete.

È l’ultima settimana con vista sul Duomo. L’Inter sta per cambiare sede, già in questi giorni gli addetti ai lavori si dividono tra l’indirizzo di Corso Vittorio Emanuele e il nuovo in Viale Liberazione, zona Porta Nuova. La data fissata per il trasloco definitivo è quella di lunedì prossimo, 17 giugno.Il club nerazzurro lascia dunque gli uffici in pieno centro, sede dell’Inter dall’aprile del 2009, ovvero da quando Massimo Moratti spostò lì gli uffici della società dal precedente indirizzo di via Durini. Corso Vittorio Emanuele è stata, dunque, la location dove è nata l’Inter che un anno dopo avrebbe conquistato il Triplete con José Mourinho. Dieci anni dopo si cambia. Chissà che il precedente non porti fortuna.

INTER-CONTE: “Il mio passato alla Juve? Da allenatore azzeri tutto. Si puó vincere subito, l’Inter di Zhang non ha limiti”

Video – welcome Antonio

Arrivano le prime anticipazioni dell’intervista rilasciata da Antonio Conte a GQ e che sarà in edicola il prossimo 11 giugno. Il nuovo allenatore dell’Inter ha parlato degli obiettivi, delle attese dei tifosi e dell’essere un grande ex della Juventus.

LAVORO – “Io devo lavorare, e tanto. È un bisogno che ho nel dna. Il mio calcio è una materia in continua evoluzione”.

L’INTER – “La scelta di venire all’Inter? La presenza di Marotta ha aiutato, perché era la conferma delle intenzioni serissime. Da 8 stagioni non si lotta per il 1° posto. Qui vogliono cambiare le cose e mi ha colpito la determinazione di Zhang”.VINCERE – “So che su di me ci sono aspettative visti i risultati ottenuti e la rapidità con cui sono venuti. Posso accettare all’inizio di avere poche possibilità di vincere, ma devono esserci. Si può fare, non abbiamo limiti”

PASSATO JUVENTINO – “Il mio passato juventino un ostacolo? Quando decidi di allenare azzeri ciò che hai fatto da giocatore, perché un calciatore può pensare di sviluppare la sua carriera in uno o due club, un tecnico no, è consapevole che se tutto andrà bene lavorerà per diverse società. Non vedo l’ora di portare l’Inter dove le compete. I tifosi si aspettano tanto, e fanno bene”.

Trattativa Koscielny

Skriniar, de Vrij e presto anche Godin. Ma l’ottica di una difesa a tre per Antonio Conte nella sua Inter impone riflessioni su altri eventuali rinforzi nel reparto: Ranocchia rimarrà a disposizione, può rientrare Bastoni su cui andrà fatta una valutazione ma in questi giorni sono stati proposti diversi difensori low cost a Beppe Marotta e Piero Ausilio. Tra questi, alla voce opportunità, è spuntato Laurent Koscielny, difensore centrale francese protagonista per anni nell’Arsenal di cui è ancora una pedina molto considerata.
LA RISPOSTA – Offerto ai nerazzurri da alcuni intermediari, Laurent potrebbe arrivare a condizioni economiche molto favorevoli visto il contratto a scadenza nel giugno 2020, ovvero tra un solo anno. La risposta dell’Inter però è stata negativa: non è decollata alcuna trattativa perché Koscielny è ritenuto troppo avanti con gli anni, ne compirà 34 nel prossimo settembre ma con un ingaggio ancora alto. In più, a livello fisico, dall’infortunio che gli ha tolto il Mondiale non si è più ripreso bene e Conte non vuole correre alcun rischio con i suoi giocatori chiamati spesso a grande sforzo, in allenamento come in campo. Koscielny si offre, l’Inter per il momento ringrazia e va avanti.

INTER: Antonio Conte pronto al sorprendente rilancio di Candreva che può cambiare il mercato.

Antonio Candreva per ora dato in partenza
ma che il neo allenatore vorrebbe rilanciare.

Acquisti sì, ma anche rilanci. Antonio Conte sta valutando la rosa dell’Inter a tutto tondo, e non è detto che non decida di puntare su giocatori che fino all’altrogiorno sembravano sul piede di partenza. A cominciare da Antonio Candreva. Un rilancio che, per certi versi, avrebbe del miracoloso, e che potrebbe anche cambiare le scelte di mercato in quel ruolo.

Nella lista dei desideri di Antonio Conte per l’Inter c’è anche la voce “esterno destro”, un giocatore capace di fare tutta la fascia. Un giocatore come Antonio Candreva, insomma, che peraltro della rosa fa già parte e non da ieri. L’ex Lazio, da quando Conte è sbarcato alla guida dei nerazzurri, spera di vivere a 31 anni una seconda vita agonistica in nerazzurro che saprebbe più che altro di miracolosa rinascita dopo quanto andato in scena nella passata stagione. Nell’estate 2018 sembrava che Candreva potesse avere le valigie già pronte, destinazione Montecarlo, con la possibilità che venisse inserito nell’affare Keita. Invece il ragazzo ha preferito rimanere a Milan, trovando però pochissimo spazio: 29 presenze tra campionato e coppe, ma solo 11 da titolare, con 3 gol di cui 2 segnati al Benevento in Coppa Italia. Fosse rimasto Spalletti sulla panchina interista, Candreva sarebbe stato ai primi posti nella lista dei nomi destinati a lasciare il club“.

STORIA AZZURRA – “La relazione con Conte, di contro, è tutta un’altra storia, dai toni molto azzurri. Nel senso che nel periodo in cui Conte svolgeva il ruolo di ct della Nazionale, Candreva è stato uno dei giocatori che ha trovato più spazio e continuità. Il tecnico ha guidato gli Azzurri in 25 gare, delle quali 18 hanno visto in campo Candreva, 13 volte da titolare, che durante l’era Conte in Nazionale ha pure segnato 4 reti. Di certo uno dei periodi migliori di Candreva come Azzurro. La stima dell’ex ct per l’esterno, del resto, ha portato Candreva molto vicino da nerazzurro e azzurro, a passare al tono più scuro della maglia dei Blues. Nell’estate 2017, infatti, con Conte fresco di vittoria in Premier League alla guida del Chelsea, Candreva, dopo la prima stagione all’Inter e con l’arrivo di Spalletti in panchina, era stato un obiettivo di mercato proprio del club londinese, anche se poi non se ne era fatto nulla“.