Conte: INTER seconda scelta? Non è così. Conte già sapeva del avvicendamento in casa Juve ma scelse l’Inter convinto dal progetto nerazzurro.

Antonio Conte e l’Inter si sono scelti davvero.

La decisione della Juventus di non proseguire con Massimiliano Allegri nella prossima stagione ha gettato gran parte dei tifosi dell’Inter nel panico. Come se,in maniera del tutto automatica, la risoluzione dello stesso Allegri con i bianconeri avesse come unico possibile effetto il grande ritorno a Torino di Antonio Conte.

Per carità, è comprensibile che il pensiero sfiori tifosi e addetti ai lavori. Del resto, in maniera del tutto legittima, Conte non ha mai nascosto la sua juventinità, alla stregua di quanto, per esempio, Mourinho ha fatto in questi anni nei confronti dei colori nerazzurri, nonostante dopo la finale di Madrid si fosse affrettato a dire che il suo futuro sarebbe stato lontano da Milano (ma questa è tutta un’altra storia). Questo per dire essenzialmente una cosa: i sentimenti, a volte, cozzano con la professionalità, col passare dei tempi, con le opportunità e, soprattutto, con la fame e la voglia di vincere.

Partiamo dalla Juventus: risulta davvero difficile pensare che una società di tale calibro e prestigio decida di non proseguire con un allenatore senza prima aver quantomeno contattato e portato avanti una trattativa con l’ipotetico successore. A questi livelli (e non al bar il lunedì mattina) non ci si fa mai trovare impreparati. E, se analizziamo lucidamente la situazione della Juventus, una società che vince da otto anni consecutivi in Italia e che è ormai nella top ten dei club europei, credere che la questione allenatore non sia già incanalata risulta surreale. Detto questo, facendo leva sulla juventinità di Conte di cui sopra, di certo Andrea Agnelli avrebbe avuto argomenti convincenti per persuadere l’ex ct. Una telefonata che, però, sarebbe dovuta arrivare già un mese fa.

Eh sì, perché era chiaro a molti che, in seno al club bianconero, la società, dopo la nefasta notte di Champions League con l’eliminazione maturata allo Stadium contro l’Ajax nei quarti di finale, si stavano portando avanti delle valutazioni sul futuro di Allegri e del futuro della panchina. Il nome di Conte già serpeggiava, ma da Torino sono arrivate solo smentite. Le settimane, intanto, sono passate, e sull’arrivo dell’ex Chelsea all’Inter nel frattempo sono arrivate conferme sempre più concrete.

Già, perché al contrario di quello che credono in molti, l’accordo tra Antonio Conte e l’Inter è qualcosa nato molto prima di un mese fa. L’amministratore delegato nerazzurro ha svolto in questi mesi un lavoro certosino di convincimento nei confronti dello stesso Conte, illustrandogli l’ambizioso progetto di Suning e della sua voglia di rendere l’Inter nuovamente il club più grande del mondo. Da una parte, Marotta è sempre stato convinto che l’ex ct fosse l’uomo giusto per inaugurare davvero la nuova era nerazzurra con la firma marottiana ben stampata sopra; dall’altra, Conte, sentitosi corteggiato e apprezzato, ha accettato con la fame di chi ha tutte le intenzioni di tornare a vincere al più presto.

Conte, nel momento in cui ha sposato il progetto Inter, sapeva benissimo che la Juventus avrebbe anche potuto cambiare allenatore al termine della stagione. Del resto, nessuno era certo che Allegri potesse continuare in bianconero, soprattutto considerato il peso specifico del cammino in Champions League. Quindi, legittimamente, Conte avrebbe potuto anche attendere, scrutare l’orizzonte juventino in cerca di segnali, “gufare” Allegri, augurarsi una chiamata da casa Agnelli. Questo se davvero l’Inter fosse stata la sua seconda scelta. Non lo ha fatto. E ha scelto il progetto nerazzurro, indipendentemente da eventuali scossoni alla Juventus.

Sospettare che Conte si rimangi la parola a questo punto della storia, sembra offensivo soprattutto per lo stesso allenatore che, pur essendo juventino nell’animo, ha dimostrato di essere un professionista esemplare della panchina in tutte le sue precedenti esperienze. Dunque, sembra una ragionevole conseguenza sostenere che, chi vive nella convinzione che l’Inter per Conte sia una seconda scelta, è in clamoroso errore. La Juventus e Conte si sono amati, ma ora le loro strade si sono divise. Conte è pieno di stimoli: ha l’occasione di entrare ancor di più nell’Olimpo mondiale degli allenatori, riportando una gloriosa società a vincere dopo anni di astinenza, interrompendo al contempo l’egemonia della “sua” Juventus; avrà alle spalle una società ambiziosa, solida, pronta a un mercato importante (complice l’uscita dal Settlement Agreement ufficializzata ieri) e potrà mettere d’accordo tutti, portando una mentalità vincente, ispirata al lavoro e al sacrificio.

Insomma, Conte ha scelto l’Inter. Per Conte, l’Inter non è un ripiego. I tempi e gli accadimenti lo hanno dimostrato ampiamente. Che si mettano da parte le remore, e che si tifi solo per il ritorno alla vittoria dell’Inter.

Bilancio INTER: si viaggia verso quota 400 milioni e non più nelle morse del settlement agreement. Milan e Juve sono in negativo.

Niente acqua alla gola. Per la prima volta da tempo immemore, Piero Ausilio potrà operare sul mercato già a giugno senza dover trascorrere il primo mese post campionato sacrificando giovani talenti sull’altare del bilancio. Con la cessione di Radu per 8 milioni al Genoa – in attesa di una probabile recompra, che sarà iscritta a partire da luglio presumibilmente – il bilancio dell’Inter potrà già considerarsi intorno al pareggio: niente più casi Rafinha e Cancelo, il riscatto di Politano e Keita – teoricamente anche di Cedric e Vrsaljko – dipenderà solo e unicamente da valutazioni tecniche, senza assilli economici. Per il primo pare quindi solo una formalità il suo acquisto dal Sassuolo, che potrebbe accettare anche qualche giovane per abbassare il prezzo e permettere ai nerazzurri di fare qualche plusvalenza che comunque male non fa: l’unico dubbio potrebbe sorgere in caso di arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra, visto che il tecnico ex Juve non ha utilizzato spesso moduli con ali offensive in carriera, ma questo per il momento rimane un altro argomento. Più complicata invece la situazione Keita, visto che Marotta e soci sembrano starsi muovendo alla ricerca di altri profili sul mercato.

BILANCIO INTER – Con 340 milioni circa di ricavi esclusi proventi dalle cessioni dei giocatori – e al netto di eventuali nuove sponsorizzazioni – , il bilancio dell’Inter potrebbe avvicinarsi ‘pericolosamente’ a quota 400 milioni, una cifra non lontana da quanto fatturato dalla Juventus prima dell’arrivo di CR7. La Champions League permetterebbe, se centrata, di fatto ai nerazzurri di avere un incremento nei ricavi di circa 50 milioni fra premi partecipazione, diritti televisivi e incassi da botteghino. Per questo sarà chiaramente fondamentale chiudere l’anno nuovamente fra le prime quattro posizioni, in modo da poter essere liberi di agire a luglio, quando i nerazzurri saranno finalmente svincolati dalle morse del settlement agreement, come ufficializzato quest’oggi dall’Uefa e potranno finalmente operare con maggiore decisione sul mercato.

INTER: il pareggio di Udine crea un po’ di apprensione e preoccupazione in casa nerazzurra. Ci si aspettava di più.

Beppe Marotta e Steven Zhang.
Lo 0-0 complica i piani Champions dei nerazzurri

Il quarto pareggio nelle ultime cinque testimonia uno stato di forma non eccelso, sebbene i nerazzurri mantengano, indipendentemente dai risultati delle altre, la terza posizione al termine della giornata attuale. Il calendario – Chievo ed Empoli in casa e Napoli in trasferta – “permette di guardare al futuro con ottimismo, ma la dirigenza sperava di vivere un finale di stagione meno al cardiopalmo e, anche se la trasferta alla Dacia Arena non era considerata facile, dalla squadra si aspettava qualcosa di più”, sottolinea il Corriere dello Sport che spiega come il possesso palla nerazzurro sia stato sterile e che sono mancati i guizzi di Lautaro e Icardi. L’ex capitano, subentrato nella ripresa, ha permesso all’Inter di avere più ritmo e pericolosità senza però trovare la via del gol.

INTER: il fatturato lievita a 400 mln. L’ultimo brand inserito apparso a bordo campo a San Siro è quello di Samsung. Possibile addio a Pirelli ma si valuta il rilancio.

Il colosso cinese non si ferma, ancora nuovi fondi per l’Inter.

L’Inter è alla ricerca della qualificazione alla Champions che porterebbe parecchi milioni nelle casse nerazzurre. Dal punto di vista finanziario il futuro dell’Interè più che roseo. Come si legge sul Giorno “avere alle spalle un colosso come Suning ha portato nelle casse nerazzurre ingenti investimenti da parte degli sponsor, particolarmente da quelli trovati in Oriente grazie al nome altisonante della famiglia Zhang. Il fatturato, grazie anche al ritorno in Champions, crescerà ulteriormente e già quest’anno dovrebbe arrivare a circa 400 milioni di euro. L’ ultimo brand inserito nel gruppo delle partnership e già apparso a bordo campo a San Siro è quello di Samsung. È la dimostrazione ulteriore del fatto che il club sta crescendo a livello internazionale a prescindere da risultati che nelle coppe non sono ancora di buon livello: solo una qualificazione ai gironi di Champions League con immediata uscita dopo la prima fase e un’ eliminazione ai quarti di Europa League contro l’Eintracht figlia anche dei tanti infortuni, della rosa ridotta per il settlement agreement e del caso Icardi che ha privato la squadra dell’attaccante più forte“.

PIRELLI A RISCHIO – “Il bilancio chiuso lo scorso 30 giugno, senza ancora gli introiti della Champions, ha comunque registrato aumenti record in termini di ricavi e di fatturato, mai così alto dal 2010. Tra due mesi, come detto, si vedranno gli effetti del ritorno nell’Europa che conta, che Spalletti e i suoi giocatori sono chiamati a ripetere. Nel frattempo Suning.com (dati di Calcio&Finanza) ha registrato un aumento del 25% dei ricavi nel primo trimestre del 2019 rispetto allo stesso periodo del 2018. Nelle ultime settimane, complice proprio la presenza di Samsung nei cartelloni a bordo campo al Meazza, si è vociferato di un possibile avvicendamento tra i coreani e l’ attuale main sponsor Pirelli. Possibile, ma non subito: il marchio italiano è forte di un contratto fino al 2021 con relative penali. Inoltre l’ ultimo accordo è stato firmato nel 2016, c’è tutto il tempo da parte dello storico partner per valutare un’offerta al rialzo.

Trovare nuovi fondi serve come il paneperché nell’idea di Suning non c’è quella di fare mecenatismo: si spende quanto si guadagna e come ha detto tempo fa Giuseppe Marotta «i successi economici dovranno essere spinti da quelli sportivi». Anche per questo è ancora da decidere se si continuerà con Spalletti oppure se a bilancio bisognerà inserire anche l’ ingaggio del futuro tecnico (soldi che nel caso incideranno nel budget), così come andrà stabilito quanto spendere per rafforzare la squadra. Il tutto dopo il 30 giugno, data entro cui l’ obiettivo è quello di cedere per arrivare al pareggio di bilancio impattando le uscite, cresciute con ingaggi e bonus europei“, spiega il quotidiano.