Un protagonista del Triplete lascia il calcio: Samuel Eto’o si ritira a 38 anni. Campione vero…


L’ex attaccante dell’Inter Samuel Eto’o, uno dei centravanti africani più forti di tutti i tempi, ha annunciato con un messaggio sul proprio profilo Instagram il proprio ritiro a 38 anni: “E’ la fine, verso una nuova sfida, grazie a tutti, grande amore, adrenalina”.

L’ex attaccante dell’Inter Samuel Eto’o, considerato uno dei più grandi giocatori africani di tutti i tempi, ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato all’età di 38 anni. Lo ha fatto nella notte fra venerdì a sabato attraverso un post su Instagram in cui si vede l’attaccante camerunese immortalato in un’immagine in cui è al buio illuminato da un alone di luce.

L’ex attaccante dell’Inter Samuel Eto’o, considerato uno dei più grandi giocatori africani di tutti i tempi, ha annunciato il suo ritiro dal calcio giocato all’età di 38 anni. Lo ha fatto nella notte fra venerdì a sabato attraverso un post su Instagram in cui si vede l’attaccante camerunese immortalato in un’immagine in cui è al buio illuminato da un alone di luce.

Arrivato nello scambio con Ibrahimovic, fu il miglior affare di sempre di Moratti

Una carriera straordinaria quella di Eto’o, che ha vinto i Giochi olimpici nel 2000 e due Coppe d’Africa (2000, 2002) con il Camerun. A livello di club ha vinto tre volte la Champions League, due con il Barcellona (2006, 2009) e una con l’Inter (2010). Eto’o ha iniziato la sua carriera in Europa nelle file del Real Madrid, quindi le esperienze al Maiorca, al Barcellona (2004-2009) e all’Inter (2009-2011), prima di iniziare un personalissimo giro del Mondo in Russia con l’Anzhi, in Inghilterra con il Chelsea, di nuovo in Italia con la Samp, in Turchia con l’Antaltyaspor e il Konyaspor, per finire in Qatar con il Qatar SC.

L’INTER cambia sede dopo 10 anni. Da Corso Vittorio Emanuele a zona Porta Nuova. Lì Moratti costruì la squadra del Triplete.

È l’ultima settimana con vista sul Duomo. L’Inter sta per cambiare sede, già in questi giorni gli addetti ai lavori si dividono tra l’indirizzo di Corso Vittorio Emanuele e il nuovo in Viale Liberazione, zona Porta Nuova. La data fissata per il trasloco definitivo è quella di lunedì prossimo, 17 giugno.Il club nerazzurro lascia dunque gli uffici in pieno centro, sede dell’Inter dall’aprile del 2009, ovvero da quando Massimo Moratti spostò lì gli uffici della società dal precedente indirizzo di via Durini. Corso Vittorio Emanuele è stata, dunque, la location dove è nata l’Inter che un anno dopo avrebbe conquistato il Triplete con José Mourinho. Dieci anni dopo si cambia. Chissà che il precedente non porti fortuna.

INTER – Moratti: “Conte farà benissimo, inutili speculazioni né tantomeno prestare il fianco a polemiche oziose”.

Massimo Moratti trionfa con la Champions
del triplete, cosa mai riuscita ad un club italiano.

Antonio Conte riceve la benedizione di Massimo Moratti che irrompe nel dibattito sul passato del nuovo allenatore interista e con le sue parole (riportate da Il Giorno) chiude la porta a ogni polemica: “Sono in attesa di vedere come vanno le cose – ha dichiarato l’ex presidente interista – e sono certo che andranno benissimo perché è bravo“. Punto e a capo. Perché non c’è tempo da perdere in inutili speculazioni né tantomeno prestare il fianco a polemiche oziose. 

Suning ha scelto Conte per quello che ha saputo fare in panchina, per le sue qualità, il suo carisma, la sua presa sui giocatori. Lo ha voluto in prima istanza il presidente Steven Zhang, lo ha convinto l’ad Marotta: oggi, a Madrid, l’ex ct azzurro incontra infine il patron Suning Zhang Jindong che gli ribadirà l’obiettivo di riportare l’Inter al top non solo in Italia ma anche in Europa. Una compattezza d’intenti che trova sponda nella fiducia che serpeggia chiaramente tra i tifosi, perché al netto di alcune voci critiche la stragrande maggioranza degli interisti è sulle posizioni espresse oggi da Massimo Moratti. E forse anche una parte della Curva Nord, visto che il farneticante comunicato apparso ieri sui social è di fatto sparito. Segnale, probabilmente, di una divergenza di opinioni.

L’avvocato Argeri: “Su calciopoli messa la parola “fine” alla lunghissima controversia, è finita con i ricorsi Juve”.


“Alla luce di quanto esposto, può quindi concludersi che il ricorso della Juventus e le doglianze ivi contenute, sotto qualsivoglia prospettiva le si esamini, non solo non possono essere portate all’attenzione del Collegio di garanzia dello sport, giacché inammissibili, ma può, altresì, affermarsi che le stesse non possono più essere oggetto di delibazione alcuna da parte del sistema di giustizia sportiva”. Queste le motivazioni scritte nella sentenza del Collegio di garanzia che ha dichiarato inammissibile il ricorso con cui il club di Andrea Agnelli chiedeva la revoca dello scudetto 2006assegnato all’Inter per i noti fatti di Calciopoli.

“Il Collegio presieduto da Franco Frattini, nelle motivazioni, dichiara inizialmente la sua incompetenza e sostiene che la Juve, di fronte al rigetto del Tnas, avrebbe dovuto rivolgersi a suo tempo all’Alta corte di giustizia – spiega la Gazzetta dello Sport -: ‘Non è concepibile che la società tenti di ovviare a questa omissione a distanza di più di sette anni'”.

Ed è arrivato anche il commento a corredo dell’avvocato Roberto Argeri di Cleary Gottlieb che ha difeso l’Inter: “Il Collegio di garanzia dello sport è l’organo di ultima istanza della giustizia sportiva: è stata messa la parola ‘fine’, anche in ambito sportivo, alla lunghissima controversia”.

Eto’o: “Io seguo sempre l’INTER, farò il tifo perché batta l’Empoli”.

Samuel Eto’o
Con la maglia nerazzurra

Intervistato da Gazzetta Tv a margine dell’incontro avvenuto quest’oggi tra alcuni rappresentanti del mondo del calcio e Papa Francesco, Samuel Eto’o, ex attaccante dell’Inter, torna sulla vittoria di Madrid del 2010 e dimostra di non aver dimenticato il suo passato in nerazzurro: “Spero che non resti un momento unico, perché l’Inter vuole tornare a quei livelli. Però quella sera noi vincemmo qualcosa di straordinario. All’inizio della stagione sapevamo di avere una squadra molto forte e un tifo da dieci, con un presidente come Massimo Moratti che è un mito autentico. Proprio in questi giorni ricordavamo coi miei compagni di squadra, coi quali vogliamo organizzare qualcosa, che in tutti noi c’è il desiderio che l’Inter sia presente tra chi gioca sempre una semifinale, e giochi magari una finale. Perché quando guardi la storia di un club come l’Inter e ai giocatori che ha avuto, capisci che si deve avere sempre una filosofia di gioco e l’ambizione di arrivare sempre in fondo. L’Inter può farlo. Io seguo sempre l’Inter, farò il tifo perché batta l’Empoli”. 

9 anni fa Josè Mourinho e l’Inter conquistano il Triplete – Lo Special One “L’Inter è la migliore squadra che abbia mai allenato”.

Lo Special One si è raccontato a Being Sport tra passato e futuro. Omaggiando l’Inter del 2010 quale straordinaria e migliore esperienza della sua carriera come allenatore: “Vincemmo tutto battendo i migliori”. E sul suo futuro ha le idee chiare: ” Continuerò ad allenare e sapremo

in pochi giorni la strada o la squadra che approderà nel suo percorso professionale.

Il Manchester United, suo ultimo club con cui si è lasciato a dir poco malamente. Dai red devils ha ricevuto il benservito e poi la buonuscita per risolvere definitivamente il contratto. Si parla di circa 15 milioni di euro, ma con un divieto: nessun commento sui rossi di Manchester. E così, lo Special One ha compensato parlando di un’altra società in cui ha scritto la storia, l’Inter.

L’anno di grazia 2010, quando i nerazzurri hanno colto l’apice della loro storia sportiva vincendo in pochissime settimane Scudetto, Coppa Italia e Champions League il 22 maggio 2010. Un tripudio per un club che da anni arrivava da cocenti sofferenze e dopo il quale è tornato oggi nel semi anonimato. Ma per Mourinho quella avventura, ad oggi rappresenta ancora il fiore all’occhiello della sua carriera considerando la squadra del 2010 “la migliore che abbia mai allenato”.

Il passato: il Triplete con l’Inter, il fiore all’occhiello

L’argomento è nato negli studi televisivi di Being Sport perché Josè Mourinho è merce preziosa per chi mastica di calcio ed averlo a disposizione per una intervista o come commentatore è sempre qualcosa di estremamente raro ed importante. Così, lo Special One si è soffermato sulla straordinaria cavalcata del 2010, ricordandone i momenti salienti e soprattutto il clima che si respirava in quel periodo a Milano. “La miglior squadra che io abbia mai allenato ad oggi è senza dubbio l’Inter, perché abbiamo vinto tutto. Devo essere oggettivo e rispettoso verso tutte, ma ovviamente scelgo la squadra che ha vinto tutte le competizioni a cui ha partecipato, che ha battuto le più grandi squadre del mondo: il Barcellona 3-1, il Bayern Monaco 2-0 nella finale di Champions League”

Il futuro: ai massimi livelli del calcio

Ricordi indelebili ma che fanno parte del passato. Per il futuro, invece, lo Special One resta misterioso. Nessuna dichiarazione, nessuna anticipazione se non la volontà di continuare, ai massimi livelli: “Non penso di tornare subito in panchina, di imparare molte più cose del calcio. Ritiro? No, la mia strada è ancora lunga. Dove sarò? Io appartengo al massimo livello del calcio, è lì che sarò“.

INTER:“5 maggio” compie 17 anni: la Lazio non si scansò in un campionato polemico dove l’Inter venne penalizzato dagli arbitri. Ma il 5 maggio 2010….

5 maggio 2010 – Nove anni fa il primo titulo: l’Inter ricorda la sfida contro la Roma all’Olimpico.

Sembra ieri e invece sono passati ben nove anni dalla conquista del primo titulo del triplete nerazzurro. Nove anni di sofferenza per i tifosi nerazzurri, che però non possono certo dimenticare la grande gioia di quei giorni .Nemmeno l’account ufficiale dell’Inter lo fa difatti: su Twitter è arrivato un simpatico post a ricordare l’1-0 contro la Roma firmato Milito, che decise la finale con una vera perla.

 

INTER Triplete: Quando Julio César fece piangere Lionel Messi.

Il portiere ex Inter ricorda la parata in Barcellona-Inter

https://youtu.be/SDck4snnckI

Una partita da antologia. Leo Messi, grazie a due reti – il secondo, su punizione, da non credere -, ha di fatto staccato il pass per la finale di Champions League peril suo Barcellona dopo il 3-0 rifilato al Camp Nou al Liverpool. Anche Julio Cesar ha voluto rendere omaggio all’argentino, ricordando però un suo gol mancato. Quella parata indimenticabile nel ritorno di semifinale di Champions del 2010, un colpo di reni sensazionale a cancellare un gol di Messi che pareva già fatto: “Un omaggio all’Extra-terrestre Leo Messi. Vale un ricordo una delle parate più belle e importanti della mia carriera”, il commento di Julio Cesar su Instagram.