Secondo il CdS, I dirigenti nerazzurri avrebbero fatto un’offerta nuova per il belga.
Il Corriere della Sera parla della trattativa per Lukaku, delle pretese senza sconti del Manchester United che vuole cedere solo alle cifre che ritiene giuste. L’8 agosto il mercato in Inghilterra chiude e il club inglese continua a fare muro: vuole 83 mln per il giocatore. Fonti vicino ai Red Devils parlano di un rilancio da parte dei nerazzurri per il giocatore belga ma l’Inter ha negato in merito. Si parla però di 75 mln di offerta: quindi 67 più 8 di bonus. Il Manchester non vuole cedere sul costo del cartellino per dimostrare di essere un grande club e anche perché non ha ancora individuato un sostituto.
Dal canto suo Lukaku sta cercando di forzare la mano pur di partire: sta allenandosi con l’Anderlecht in Belgio e sia la maglietta del club belga indossata dal giocatore sui social, sia il post con i test atletici pubblicati hanno fatto maretta nel rapporto tra lui e i dirigenti inglesi. Intanto l’agente, Pastorello, era a Manchester per trattare la cessione. Alla finestra l’Inter che aspetta buone notizie e spera arrivi una punta in casa United: a quel punto potrebbe strappare uno sconto per il giocatore che può comunque arrivare anche dopo la scadenza dell’8 agosto. Pare che ci sia stato anche un colpo di coda di Dybala che stava riconsiderando l’offerta dello United che però, orgoglioso com’è, ha preferito declinare.
Altra prestazione positiva dell’Inter di Antonio Conte, che ha
concluso il suo percorso nella International Champions Cup 2019 battendo
il Tottenham ai rigori: “Sono contento perché giocare in casa degli
Spurs, dove l’intensità e la forza fisica sono le loro armi migliori
insieme alla qualità dei giocatori, e riuscire fare quello che di solito
fanno loro è uno step importante – ha dichiarato il tecnico nerazzurro
ai microfoni di Inter TV -. Questa partita è un ulteriore segnale che
testimonia la volontà della squadra di migliorare e di crescere sotto
l’aspetto della personalità”.
“Abbiamo aggredito gli avversari, non abbiamo avuto paura e sono arrivate delle buone risposte -ha aggiunto -. Stiamo creando una buona mentalità nel gruppo, questi ragazzi hanno voglia di lavorare e questo è l’elemento principale. Stiamo lavorando in maniera importante sia dal punto di vista tattico sia sotto l’aspetto atletico. Siamo solo ad agosto ma speriamo di andare avanti su questa strada”.
Una battuta anche sul rientro in gruppo di Politano: “Matteo ha
qualità, è un giocatore brevilineo, bravo nell’uno contro uno. Può fare
bene, ha ripreso da poco ad allenarsi con noi, gli altri sono un po’
più avanti a livello tattico ma è un giocatore che può dare il suo
contributo da attaccante, perché ha qualità, corsa e intensità”.
Infine, un commento sul calendario, che metterà i nerazzurri di
fronte al Lecce nel primo match della Serie A 2019-2020: “Per me è una
partita particolare perché sono cresciuto a Lecce e nel Lecce – confessa
il tecnico nerazzurro -. Sarà emozionante, sono molto contento che
siano tornati nella massima serie e ci sarà grande affetto nei confronti
del club ma ovviamente nei 90 minuti saremo avversari”.
Lucas Moura segna il vantaggio degli Spurs, poi il pari di Sensi che sfrutta un assist delizioso di Esposito. Dal dischetto è decisivo Joao Mario
Ancora una volta i rigori (terza amichevole consecutiva), stavolta contro il Tottenham. L’Inter vince, proprio come contro il Psg: penalty decisivo di Joao Mario. Ma quel che più importa è che la squadra di Conte dimostra ancora una volta passi in avanti, rimettendo in piedi un match in salita e finendo per controllare la partita. E sì, perché di questi tempi conta anche il livello di preparazione: gli inglesi sono di sicuro più avanti. Ma non s’è visto, perché l’Inter ha già una sua fisionomia ed è una squadra che difficilmente – almeno questo sta dicendo l’estate – va sotto il livello delle proprie possibilità.
L’avvio
è da brividi, il Tottenham parte a ritmi elevatissimi: Pochettino
lascia in panchina Eriksen e Son, ma è Lamela a strappare la partita
dopo neppure tre minuti. Affondo dritto per dritto in zona centrale, il
centrocampo nerazzurro è scavalcato, pallone allargato a destra per
Lucas che evita uno Skriniar leggero e batte sul proprio palo
Handanovic, non molto reattivo nell’occasione. L’Inter è come se non
fosse entrata in campo, Conte si sbraccia, gli Spurs vanno al doppio
della velocità, i nerazzurri non trovano mai l’opposizione giusta per
arginare il contropiede inglese. Poi pian piano l’Inter risale la
corrente. Più stretta in mezzo, più rapidi i cambi di gioco. Così ci
prova Perisic, al 13′, a innescare Dalbert con un cross: colpo di testa,
nulla che impensierisca Lloris. Idea al 17′: sempre il croato
protagonista, con una conclusione dai 20 metri debole. Il Tottenham ha
sempre il pallino del gioco: Winks in mezzo fa girare la squadra,
Ndombele alto a sinistra è in una posizione che infastidisce molto
l’Inter. Che però al 27′ viene svegliata da Brozovic: conclusione
splendida da fuori, pallone sul palo interno e poi fuori. E’ la scossa
che serviva. Conte detta i passaggi dalla panchina, la squadra alza i
tempi del pressing, portandolo altissimo. E al 37′ arriva il pareggio, a
quel punto meritato: Dalbert in verticale per Esposito, giocata
eccezionale di prima per Sensi che si ritrova solo davanti a Lloris,
controllo e pallone all’angolino.
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Nel secondo tempo Conte mette dentro Barella (col numero 23
invece che col 24, cambio maglia) per Gagliardini e Politano per
Esposito, dall’altra parte ecco Eriksen e Alderweireld. Si ricomincia
con l’Inter che ha ormai preso il controllo del gioco. Il Tottenham non
riesce a leggere i cambi di gioco dei nerazzurri: con uno di questi, al
14′, De Vrij innesca Candreva, cross invitante che Perisic non riesce a
deviare da buona posizione. Un minuto dopo rischia Handanovic, che perde
palla in uscita, poi la conclusione di Lamela viene murata da Brozovic.
Altri due minuti, altro lancio a tagliare il campo di Candreva per
Perisic, il croato va all’uno contro uno ma il tiro viene respinto.
L’Inter è sul pezzo, pochettino sostituisce Kane con Son. Minuto 31,
Inter alta in pressing, pallone per Barella che prova la conclusione a
giro, ma Gazzaniga (subentrato a Lloris) è attento. Meno attento
Politano, che al 34′ sbaglia l’appoggio e innesca il contropiede di Son:
volata di 70 metri e tiro che Handanovic salva in angolo. E’ la seconda
conclusione in porta degli Spurs in tutto il match. E pure l’ultima.
Poi i rigori, che sanciscono la vittoria nerazzurra.
TOTTENHAM-INTER 4-5 dopo calci di rigore primo tempo 1-1, 1-1 al 90′
NOTE:
spettatori 58.905. Ammoniti Candreva e Politano per gioco scorretto.
Tiri in porta 2-3 (un palo); tiri fuori 1-1; angoli 3-3; in fuorigioco
0-3. Recuperi: 1′ pt, 2′ st.
Ancora con pochi allenamenti nelle gambe: rinviato il debutto del Toro, domani a Londra fuori anche Vecino, Asamoah e Bastoni. Dopo un precampionato senza attaccanti titolari e giocato con i baby in avanti, tocca a Politano. Ma senza l’argentino di fianco.
Poteva essere la prima occasione per vedere all’opera l’attacco vero dell’Inter, o comunque quello che a oggi è l’attacco vero, in attesa che si risolva il ballo delle punte tra Icardi, Dzeko e chi come Cavani e Lukaku è già uscito di scena. Per intendersi, non l’attacco junior delle prime uscite: dunque domani a Londra in casa del Tottenham avanti con Matteo Politano, che oggi spegne 26 candeline, e Lautaro Martinez, finalmente arruolabile, reduce dalla Coppa America. Invece no, ancora no: Lautaro Martinez non è stato convocato, e come lui (oltre a Bastoni, per un problema al ginocchio) neanche chi come Vecino e Asamoah ha pochi allenamenti nelle gambe col gruppo, ancora indietro dunque nella costruzione degli automatismi che Conte sta cercando di dare all’Inter. E in questo momento il tecnico ha bisogno di costruire sulle certezze, o almeno su ciò che più ci si avvicina.
Invece esordio rinviato dunque per Lautaro, arrivato in ritiro
col ritardo giustificato e una Coppa America vissuta da protagonista: il
gol al Venezuela, nei quarti, prima di essere eliminato dal Brasile, ne
ha confermato numeri e voglia di esplodere. Al “Toro” avranno riportato
le considerazioni in sala stampa, di Conte, mentre lui era in vacanza:
“E’ forte, l’anno scorso un anno di ambientamento importante, ha fatto
una ottima coppa America, …non vedo l’ora di farlo crescere,
migliorarlo…”. In un Inter che al reparto attaccanti ha – al momento -,
un grosso punto interrogativo, partire bene potrebbe tornargli utile
senz’altro. Ma a questo punto dopo Londra.
Romelu Lukaku continua a essere l’obiettivo numero uno per l’attacco dell’Inter. Come riportato da Sport Mediaset, infatti, nonostante le voci discordanti sulla volontà nerazzurra di insistere con il Manchester United, il club di viale della Liberazione starebbe preparando un rilancio corposo per provare a convincere i Red Devils a lasciar partire il belga. Da 60 milioni più bonus, infatti, Marotta potrebbe spingersi fino a 70 milioni più bonus. Una nuova offerta che terrebbe il sogno vivo di Conte di abbracciare l’ex Everton in nerazzurro.
Ma non è finita qui: sempre secondo Sport Mediaset, infatti, la chiave potrebbe essere rappresentata da Matteo Darmian, che potrebbe essere inserito in un pacchetto unico tale da convincere il vicepresidente dei Red Devils, Woodward. Insomma, Lukaku resta un obiettivo primario per l’Inter. Il sogno di Conte non è svanito.
Ci sono tre alternative a Lukaku. Ma dall’Inghilterra filtra una novità importante.
L’affare Lukaku-Inter è definitivamente archiviato?
Niente affatto. La questione è solamente in stand by, in attesa del
vertice di Nanchino, ma è tutt’altro che conclusa. Antonio Conte ha
fatto il suo nome e insisterà per avere il belga.
“L’Inter pensa alle alternative, che sono Cavani,
Zapata e Leao, ma la vicenda legata al belga non è che né chiusa né
archiviata. Sia per Antonio Conte, che non si è arreso all’idea di
rinunciare al suo pupillo, sia per il club nerazzurro, che ha intenzione
di fare il possibile per accontentare la prima richiesta del tecnico di
Lecce, sia per il Manchester United, che vorrebbe venderlo prima o dopo la chiusura del mercato inglese a patto di realizzare una plusvalenza importante per il bilancio”, sottolinea il Corriere dello Sport.
E la grossa novità che arriva dall’Inghilterra è la disponibilità del
Manchester United a cedere Lukaku anche dopo l’8 agosto, giorno di
chiusura del mercato in entrata per le inglesi.
Lo United sta sondando Pepé del Lilla, Aubameyang ma anche valutando
la promozione del gioiellino Greenwood. In uno di questi casi, potrebbe
ritardare l’addio di Lukaku.
Siccome l’Inter è distante come offerta e altri club
non si sono fatti vivi in maniera concreta, oltre Manica si è diffusa
la convinzione che il trasferimento del numero 9 possa essere concluso
anche dal 9 agosto in poi, ovvero quando il mercato inglese sarà chiuso,
ma quello italiano rimarrà aperto. Così facendo il Manchester potrebbe
attendere che l’Inter ceda Icardi, Perisic e gli altri giocatori in
esubero e sperare di ricevere una proposta superiore rispetto a quella
da 60 milioni di euro già rifiutata, scrive il CorSport.
“L’Inter è in attesa di una risposta dallo United sulla compatibilità economica della propria offerta, formulata con pagamento dilazionato e per una cifra intorno ai 65 milioni. Ma c’è pessimismo sull’esito dell’affare, nonostante il belga continui a regalare assist ai nerazzurri: oggi non sarà in campo, proprio contro l’Inter”. L’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport descrive così gli ultimi sviluppi della lunga e complicata trattativa con i Red Devils per Romelu Lukaku.
“Oltre la famiglia Zhang non può spingersi: impossibile arrivare a centrare gli 83 milioni di euro chiesti da Manchester ad Ausilio nel blitz londinese. E allora ecco perché l’Inter ha cominciato ormai a ragionare su altri nomi di attaccanti. C’è un discorso ben avviato con il Lilla per Rafael Leao, talento classe 1999 che vanta relazioni entusiastiche, per il quale servono 40 milioni di euro. Ma c’è da battere – non è affare semplice – la concorrenza di Juventus e Napoli, da tempo sul giocatore, anche se i bianconeri ora sembrano più freddi. Non convince invece il profilo di Rebic, che ha altre caratteristiche tecniche e fisiche. Mentre una postilla a parte la merita Cavani: ad oggi non è una pista presa in considerazione dall’Inter. Se però Marotta e Ausilio dovessero intravedere lo spiraglio per convincere l’uruguaiano a lasciare Parigi un anno prima della scadenza”.
The pictures of Romelu Lukaku sat on the bench at the Singapore National Stadium watching his teammates train was as easy a one-liner as you’re going to get, a tap-in of a joke that even the Belgian striker couldn’t have missed during his 581-minute goal drought to end last season.
It’s that fear of spending most of next season getting used to that view of the action that is behind Lukaku’s desire to leave Manchester United this summer. In an ideal world Lukaku would arrive with United for friendly in Singapore and then leave with the Inter Milan squad, a deal done to allow him to work alongside the “best manager in the world” in Antonio Conte.
But that is not going to happen. With less than three weeks to go until the end of the transfer window Lukaku remains a United player and Ole Gunnar Solskjaer doesn’t expect that to change.
Saranno i giorni della verità per capire se davvero Romelu Lukaku potrà vestire la maglia dell’Inter nella prossima stagione. Come riportato a Sky Sport da Gianluca Di Marzio, infatti, nei prossimi 10 giorni la trattativa tra il club nerazzurro e il Manchester United dovrà essere definita in un senso o nell’altro, dato che il mercato inglese chiuderà l’8 agosto, quasi un mese prima di quello italiano, e che poi eventualmente i Red Devils dovranno trovare un sostituto dell’attaccante belga.
Dal canto suo, il club inglese non intende minimamente scendere dalla valutazione di circa 83 milioni di euro fatta per il giocatore e comunicata a Piero Ausilio nell’incontro avvenuto a Londra nei giorni scorsi. L’Inter sta preparando un’offerta da recapitare a Manchester a stretto giro di posta per avvicinarsi, tra parte fissa e bonus, alla somma richiesta dallo United. Da capire se basterà per convincere il club inglese.
Sul sito ufficiale Il comunicato del club: “Decisione presa di comune accordo”. Si parla di ricondizionamento atletico per l’argentino, ma le parti sono sempre più distanti.
Poche righe bastano ad aprire giorni infuocati: “Mauro Icardi rientrerà oggi a Milano dal ritiro di Lugano. Il club e l’attaccante argentino hanno preso questa decisione di comune accordo. Icardi proseguirà il suo percorso di ricondizionamento atletico nei prossimi giorni e non prenderà parte al Summer Tour in Asia”.
Secondo la Gazzetta dello Sport, Icardi ha lasciato il ritiro di Lugano alle 15.40 di oggi pomeriggio, rientrando a Milano. Le cose hanno subito un’accelerazione rispetto alla mancata presenza all’allenamento di stamattina, giustificata con un programma personale di ricondizionamento atletico. Niente seduta nel pomeriggio, niente partita da “spettatore” domani e niente tournée asiatica. Il club spiega che la decisione sarebbe stata presa di comune accordo, vista la necessità del giocatore di svolgere, per questioni fisiche, un lavoro diverso rispetto ai compagni. A questo punto, e visto che comunque Mauro è considerato fuori dal progetto, poteva tranquillamente lavorare ad Appiano, come farà. Però la tempistica e il pregresso (la non partenza per la trasferta di Europa League a Vienna, le lunghe settimane sul lettino della riabilitazione) possono far pensare che la tensione si sia nuovamente alzata. Di certo c’è che giocatore e club sono distanti, e una soluzione dal mercato è più che auspicabile per entrambi.
LUKAKU
Intervenuto a margine della conferenza stampa alla vigilia della sfida col Lugano, Beppe Marotta, amministratore delegato dell’Inter, ha parlato brevemente del possibile arrivo di Romelu Lukaku all’Inter: “Ottimista? Si lo sono su tutto. Abbiamo intenzione di completare la rosa a disposizione di Conte il più presto possibile”.