Tutto fatto per l’arrivo di Diego Godin all’Inter. Dopo le voci e la trattativa dei mesi scorsi, martedì è stato lo stesso difensore a confermare, in una conferenza stampa emotiva, il suo addio all’Atletico Madrid, la squadra di cui era diventato un simbolo, nonché il capitano.
CONTRATTO DEPOSITATO – Nel futuro del centrale uruguaiano c’è l’Inter, che ha da tempo sistemato tutti i dettagli per il contratto biennale con opzione per la terza stagione che legherà il classe ’86 al club del presidente Zhang. Ma c’è di più: secondo il Corriere dello Sport, i nerazzurri nelle scorse settimane hanno già depositato in Lega il contratto di Godin e informato l’Atletico della trattativa, anche in nome dei buoni rapporti che ci sono tra i due club.
L’anno di contratto che resta tra la Juventus e Massimiliano Allegri basterà per discutere, da oggi, sull’accordo per la buona uscita ma non sarà sufficiente per garantirsi ancora un futuro, dopo un passato comunque fantastico: trascorsi giorni, se non settimane a riflettere, la società bianconera ha deciso di separarsi dall’allenatore.
Un passo arrivato dopo lunghi confronti tra i presidente Andrea Agnelli, il vice Pavel Nedved e il boss dell’area tecnica, Fabio Paratici: la società smentisce con fermezza qualsiasi rottura ufficiale, ma il dado è tratto. Lo stesso Allegri, in serata, s’era confidato con qualche amico: «Qui il mio tempo è finito». Forse, pure per questo, lui si sarebbe presentato alle chiacchiere con Agnelli sulla base di un desiderio impossibile: andare a scadenza di contratto, al giugno 2020, ma con ritocco di stipendio. E di parte della squadra. Opzione che la Juve non ha mai preso in considerazione. Va da sé, con l’aria che tirava, non da ieri era partita la caccia al possibile sostituto, con una lista che include Antonio Conte. Pure se il diretto interessato, fino a ieri sera, smentiva qualsiasi contatto con la Juve e sembra più vicino all’Inter. Si vedrà nelle prossime ore.
Fine del matrimonio, dunque, nonostante le parole di Agnelli, nella cupa notte dell’eliminazione dalla Champions League. «Ci riproveremo il prossimo anno, con Allegri in panchina», disse il numero uno bianconero. Chissà se per convinzione, per l’anno di contratto, o per tenere la barra a dritta, in un momento di tempesta. Già lì, però, dentro a casa Juve, si agitavano dubbi sulla conferma, anche per motivi tecnici e tattici, che sarebbero poi diventate scelte di mercato. Allegri aveva praticamente rotto con alcuni giocatori, il che li avrebbe messi sulla lista delle partenze. Iniziando da Cancelo, uno sul quale i bianconeri avevano appena investito 40 milioni di euro e non pochi sogni di gloria. Idem per Pjanic, Dybala e Mandzukic, che potrebbero comunque finire in vetrina, verso il miglior offerente.
Nulla di ufficiale, ma il divorzio, sul far della sera pareva l’unica uscita da una situazione ormai diventata troppo complicata. Si è arrivata a consunzione di una storia che resterà leggendaria: cinque scudetti consecutivi, quattro coppe Italia e due Supercoppe, oltre a due finali di Champions. Quella Champions che, da sogno, era però diventata obiettivo: con una conseguente pressione che Allegri non ha mai gradito. Al di là del bersaglio, alla lunga ha fatto però la differenza la modalità delle partite: se già dopo il 2-0 di Madrid Agnelli e Allegri ebbero una robusta discussione. La stessa modalità che non andò tanto giù per l’eliminazione dalla Coppa Italia: 3-0 a Bergamo, casa Atalanta. Dopo l’arrivo di CR7, Bonucci, Emre Can e Cancelo, forse la società si aspettava un diverso sviluppo di gioco o, semplicemente, di mentalità. Un po’ più europea, sbirciando il Liverpool. Non sarà un divorzio per burrascoso tradimento, ma per stanchezza, come spesso capita, anche nelle migliori famiglie. Da oggi continuerà la caccia a Conte: per Allegri, potrebbe esserci il Psg o il Barcellona.
Antonio Conte è a un passo dal clamoroso ritorno alla Juventus. E’ quanto scrive in serata Sportmediaset, secondo cui l’ex ct sarebbe ormai prossimo allafirma con il club bianconero.
“Una soluzione che solo un mese fa sembrava impossibile viste le modalità del divorzio datato 2014 e seguito a una lunga “querelle” tra allenatore e società. Ma negli ultimi giorni e soprattutto nelle ultime ore, grazie a un vertice tra Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Fabio Paratici tenutosi durante la partita di Champions League tra Tottenham e Ajax (circostanza casuale o forse no), la situazione si è evoluta pesantemente in questa direzione, con la linea Nedved (fiero sostenitore del ritorno di Conte) che ha preso il sopravvento – salvo ripensamenti dell’ultima ora – sulle tesi del presidente e del responsabile dell’area tecnica”.
LA PISTA INTER – “Conte stava aspettando un segnale dalla Juve. Per un sì o per un no, ma la sua prima scelta era quella bianconera. Adesso si spiegano diversi segnali, come l’ammiccamento alla Roma (poi spazzato via con l’intervista rilasciata a Walter Veltroni per La Gazzetta dello Sport) e l’accettazione del corteggiamento dell’Inter. Ma era anche chiaro che l’allenatore leccese avrebbe accettato il progetto Inter solo dietro pesante compenso economico. A Marotta ha chiesto 10 milioni netti a stagione più uno staff adeguato e un mercato d’avanguardia, alla Juve guadagnerebbe sicuramente meno (dovrebbe attestarsi sugli 8 milioni, poco più di quanto guadagna Allegri oggi) con un progetto almeno triennale da portare avanti, con la missione Champions da curare in modo particolare”, scrive Sportmediaset.
Secondo il sito TMW l’Inter avrebbe rifiutato una somma intorno ai 100 milioni di euro per Milan Skriniar. Sia Chelsea che Real Madrid avrebbero bussato nelle scorse settimane in Corso Vittorio Emanuele per tastare il terreno a riguardo dello slovacco. Entrambe si sarebbero fatte avanti con un’offerta a di poco sontuosa, a 3 cifre, parlando di milioni.
Per quanto attiene il Chelsea la notizia lascia qualche dubbio, considerando il blocco del mercato cui i blues sarebbero sottoposti per sanzione dell’UEFA. Molto più credibile la pista dei Blancos di Florentino Perez, impegnato a portare avanti la rifondazione della squadra e disposto a mettere a disposizione di Zidane qualcosa come 500 milioni di euro per il prossimo mercato. Il Real potrebbe anche contare su giocatori assai graditi all’Inter nell’ottica di eventuali contropartite, da Modric a Benzema passando per Isco.
Tutto ciò premesso, l’ipotesi di Skriniar che saluta l’Inter pare ancor oggi abbastanza remota. Il difensore centrale sta rinnovando il suo contratto a 3,5 milioni di euro l’anno a salure fino al 2023 e con tutta probabilità al ritorno dalle ferie troverà anche la fascia di capitano ad aspettarlo nel suo armadietto a San Siro.
L’Inter balla tra la conferma di Spalletti, che potrebbe centrare la Champions, e la voglia di upgrade con Antonio Conte
Il futuro di Antonio Conte continua a tenere in banco in casa nerazzurra. Secondo il Corriere dello Sport, il messaggio dell’ex ct (“Torno per una squadra chemi consenta di lottare per vincere”) è diretto alla Juventus, molto più che all’Inter. La Juve è la vera “ossessione” di Conte, che vorrebbe riprovare la scalata europea con una squadra molto più forte di quella che allenava lui, oppure sfidarla con un’altra big.
“Da giorni Marotta dribbla con eleganza le domande sulla panchina della sua prima, vera gestione poiché attende risposte definitive dal campo (la certezza della Champions) e dai cinesi (Zhang è ancora a Pechino). E da qualche ora la posizione di Spalletti è tornata in discussione: fonti vicine alla dirigenza interista lo danno al 90 per cento fuori dai programmi 2019-20“, scrive il Corriere dello Sport.
In Italia, ci sono solo questi due scenari per Conte. Diversa la situazione all’estero: l’ex ct è convinto che ci siano due panchine traballanti ancora, quella del Psg e quella del Manchester United, che ha frettolosamente confermato l’inesperto Solskjaer.
“Conte è peraltro convinto che almeno una big europea a ottobre si ritroverà a dover cambiare la guida tecnica e qualche altro mese di quaresima l’ha messo in conto. Non a caso si è dato un 10% per una proroga del suo stop“, aggiunge il Corriere dello Sport.
Donne: biglietti a 20€ in Primo Arancio Laterale e Secondo Rosso, fino ad esaurimento posti.
Universitari: biglietti a 10€ in Secondo Anello Blu presentando il badge presso il punto vendita Stadio, InterStore San Babila o in uno dei punti vendita Vivaticket sul territorio nazionale (fino ad esaurimento posti).
Under 5: biglietti gratuiti presentando il documento presso il box al Gate 9.
Secondo Fabrizio Biasin è più facile che Mauro Icardi resti all’Inter con la permanenza di Luciano Spalletti.
Le parole di Biasin: “Paradossalmente è più facile che Mauro Icardi rimanga all’Inter con Luciano Spallettiche con Antonio Conte! Conte sicuramente vuole un certo tipo di attaccante come Edin Dzeko o simile a lui.
l’Inter lavora già sul mercato per costruire una squadra competitiva per la prossima stagione, nonostante la Champions League ancora da conquistare. Un ruolo che verrà inevitabilmente rinforzato sarà quello dei terzini, con Cedric che tornerà in Inghilterra e con Dalbert che potrebbe lasciare Milano dopo due anni negativi. E, secondo La Gazzetta dello Sport, il nome di Emerson Palmeri potrebbe essere quello giusto, sia che l’allenatore sia Spalletti, che Conte: “E’ esploso a Roma con Spalletti e Conte lo ha voluto al Chelsea. Basta questo come certificato di garanzia”, scrive la Rosea.
Volata Champions: Alta tensione per la volata finale.
Cosa accade se l’Inter nelle ultime tre partite fa 6 punti? E se ne fa 5 o 4? La Gazzetta dello Sport propone i tre possibili scenari intermedi, scartando quelli estremi.
(69 punti) Con due vittorie qualificazione ok – I nerazzurri, terzi a 63 punti, hanno un calendario abbordabile, visto che lunedì affrontano il già retrocesso Chievo a San Siro, poi vanno a Napoli e infine chiudono al Meazza contro l’Empoli, che potrebbe avere ancora chance di salvezza. A Luciano Spalletti per raggiungere l’obiettivo stagionale senza infamia e senza lode basteranno 6 punti. A 69 non potranno arrivare né la Roma (che paga il pareggio contro il Genoa) né il Milan. Se l’Inter chiuderà al terzo posto ci sarà comunque un segno più rispetto a un anno fa; con il quarto e -3 punti rispetto ai 72 del 2018 niente crescita.
(68 punti) Tre classifiche su 4 premiano Luciano – Cinque punti nelle ultime tre uscite non sono una garanzia. Se l’Inter chiude con una vittoria e due pari, potrebbe esserci un arrivo in gruppo, che premierebbe i nerazzurri in 3 casi su 4. Se a 68 ci sono Inter, Atalanta e Roma, la classifica avulsa punirebbe la squadra di Spalletti (penalizzata dal tracollo di Bergamo), che finirebbe quinta. Inter dentro, invece, se finisce a pari punti con Atalanta, Roma e Milan (sarebbe terza davanti ai rossoneri) e in caso di arrivo a tre con Roma e Milan o con Milan e Atalanta: in questi casi sarebbero fondamentali i 6 punti conquistati nel doppio derby. Ogni discorso presuppone che le inseguitrici oggi fuori dalla Champions, Roma e Milan, entrambe a 59 punti, facciano un filotto di tre successi. Se non succedesse, anche i 5 punti varrebbero la coppa.
(67 punti) Se Roma e Milan le vincono tutte… – Immaginiamo che l’Inter porti a casa una vittoria, un pareggio e un k.o. con Chievo, Napoli ed Empoli. A 67 punti il rischio di perdere la Champions sarebbe più alto. In questo caso non ci potrebbe essere un arrivo in gruppo ma Spalletti potrebbe essere superato oltre che dall’Atalanta anche da Roma e Milan. La premessa, però, rimane la stessa della precedente combinazione: per insidiare la qualificazione dei nerazzurri Ranieri e Gattuso devono vincerle tutte (i giallorossi contro Juve, Sassuolo e Parma, i rossoneri contro Fiorentina, Frosinone e Spal). In caso di percorso netto delle due inseguitrici, i 67 punti non basterebbero più e la coppa dell’anno prossimo sarebbe l’Europa League: a quel punto il futuro già incerto di Luciano Spalletti sarebbe di sicuro lontano da Appiano.
Marcelo Brozovic continua ad essere, partita dopo partita, il centro nevralgico della costruzione della manovra e del sistema di gioco dell’Inter. Il centrocampista croato, completamente rinato da quando Luciano Spalletti ha deciso di piazzarlo davanti alla difesa, affidandogli le chiavi del centrocampo nerazzurro, conferma con i numeri di essere imprescindibile per questa squadra. Il classe ’92, come riportato dalla Lega Serie A, infatti, è il giocatore che nell’ultima giornata di campionato ha messo a segno il maggior numero di passaggi, 120: ben 27 in più di Bereszynski, che si piazza al secondo posto. Ma quel che è impressionante è la media dei chilometri percorsi da Brozovic nell’arco di tutto il campionato: in 2631 minuti disputati, infatti, Marcelo percorre 11,819 km a gara, guidando la classifica e precedendo Nagy e Strootman. Numeri incredibili, che confermano ancora una volta come l’Inter debba ripartire da diverse certezze: una di queste è la regia e la corsa di Marcelo Brozovic.