INTER: Raiola incontra Marotta e Ausilio per Merola e Pinamonti ma spunta il nome di Kean.

Moise Kean giocatore di proprietà juventina
con contratto in scadenza nel 2020

La proposta è arrivata da Mino Raiola. Come racconta il Corriere dello Sport, l’agente è stato nei giorni scorsi a Milano. Tra i giovani interisti cura gli interessi di Pinamonti, che sta facendo bene al Frosinone e ha “solo” due anni di contratto, e di Merola, in doppia cifra come gol con la Primavera.

“Qualche giorno fa Mino era a Milano e si è incontrato con Marotta e Ausilio. Nella chiacchierata si è parlato dei suoi “ragazzi” nerazzurri, ma pure di altre possibili operazioni.” Tra queste operazioni, anche il possibile assalto a Kean, in scadenza con la Juve nel 2020. E come ha reagito l’Inter dinanzi alla possibilità di arrivare all’attaccante della Juve? Secondo il Corriere dello Sport così: “L’operazione relativa a Kean ha “infiammato” i dirigenti interisti anche perché entrambi lo conoscono e lo stimano parecchio”. 

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L’INTER mette sul piatto 50 milioni di sterline (58mln di euro) per il duo di Manchester City Danilo e Ilkay Gundogan.

Dopo aver trovato l’accordo con Danilo, la società nerazzurra vorrebbe per la prossima stagione anche Ilky Gundogan del Manchester City. Entrambi i giocatori nel mirino dell’Inter per questa estate.The Sun sostiene che il club nerazzurro potrebbe mettere sul piatto 50 milioni di sterline (58mln di euro circa) per portarsi a casa entrambi i giocatori.

INTER: Tutto fatto per DE PAUL. Interesse su Pépé o Bergwijn.

Già tutto fatto tra l’Inter e Rodrigo De Paul. Lo assicura Tuttosport: “La trattativa sfocerà in matrimonio in estate, nonostante nelle ultime settimane pure il Napoli si sia fatto avanti sull’argentino. L’incontro ad Appiano con Augustin Jimenez, procuratore di De Paul, ha posto Ausilio in pole position, questo perché – a corredo – è già stato trovato un accordo di massima con l’Udinese sulla valutazione del cartellino, 30 milioni, che l’Inter vorrebbe abbattere con l’inserimento di bonus e contropartite”.

In attacco, sugli esterni, l’unico che al momento è sicuro di restare è Politano, per il quale sarà esercitato il diritto di riscatto. “Difficile che possa accadere lo stesso per Keita con il Monaco come è difficile che resti Ivan Perisic che già a gennaio si era promesso al Tottenham e che si è affidato a Doyen proprio per trovare asilo in Premier – assicura TS -. Marotta, con i nuovi agenti del croato, ha fissato il prezzo del cartellino, ovvero 40 milioni, soldi che verranno reinvestiti per un esterno di prospettiva. Il preferito è Nicolas Pépé su cui però c’è mezza Europa e per cui il Lilla vuole favorire un’asta partendo da 70 milioni (domenica c’era pure José Mourinho in tribuna per osservarlo all’opera). Decisamente più abbordabile la pista che porta a Steven Bergwijn con il cui procuratore Piero Ausilio ha già parlato. L’Inter valuta l’olandese 30 milioni, il Psv Eindhoven ne chiede 40 però ci sono margini per trattare con buone possibilità di poter chiudere l’affare. Il ds dell’Inter, non è un segreto, è infatti un grande estimatore di Bergwijn che, rispetto ad altri esterni, ha ancora una valutazione che l’Inter può aggredire. Molto dipenderà (ovviamente) sulla scelta del nuovo allenatore: difficile infatti che Ausilio possa portare avanti un’operazione economicamente tanto importante finché non sarà fatta chiarezza su chi sarà il prescelto per guidare l’Inter nella stagione che verrà. Tutti gli indizi, come più volte sottolineato, portano ad Antonio Conte (con Mauricio Pochettino alternativa), ma Spalletti può ancora giocarsi le sue carte, soprattutto se Suning volesse tenere per il mercato i 25 milioni necessari per congedare lui e il suo staff”.

INTER e Milan hanno scelto: stadio nuovo, addio San Siro. Il progetto sarà valutato dal Comune. Pronto per il 2023-24?

“Ancora tre settimane e poi il futuro di San Siro sarà più chiaro. I contatti tra l’Inter, il Milan e i consulenti internazionali che stanno lavorando per dare una nuova casa alle società milanesi sono giornalieri e al massimo prima della fine del campionato, il Comune riceverà il progetto condiviso dai due club, quello di nuovo impianto da costruire nell’area attuale. Sono in corso le ultime verifiche soprattutto di natura finanziaria, ma la direzione ormai è stata presa”. Questo quanto assicura stamane il Corriere dello Sport. Il dado, dunque, è tratto.

“La valutazione delle due società è stata anche di natura finanziaria – si legge -. Ristrutturare il Meazza avrebbe necessitato di una spesa intorno ai 550 milioni e avrebbe portato molti svantaggi logistici perché i lavori necessari per il lifting ne avrebbero limitato la capacità per 2-3 anni o avrebbero addirittura costretto le due formazioni a giocare qualche partita altrove (come sta per succedere all’Atalanta). In più, pur aumentando i posti premium, corporate e hospitality, la Scala del calcio non avrebbe comunque potuto raggiungere i canoni dei migliori stadi del mondo perché la possibilità di sviluppo nell’area attraverso centri commerciali, alberghi, appartamenti e altre strutture è limitata per esempio dalla presenza dell’ormai ex ippodromo del trotto. Da qui la decisione di puntare su uno stadio nuovo, da costruire con un investimento di circa 700 milioni, un impianto moderno, con ristoranti, centri commerciali, hotel, parcheggi sotterranei ed altri esercizi, capace di “vivere” sette giorni su sette e di riqualificare l’intera area. Nei piano dei due club sorgerà accanto all’attuale Meazza, dove attualmente ci sono i parcheggi. E’ chiaro che a quel punto l’attuale San Siro andrebbe abbattuto perché la zona non potrebbe sostenere due impianti così”.

Per vedere nascere il nuovo impianto serviranno circa 4 anni: uno e mezzo per ottenere le autorizzazioni; altri due e mezzo (o tre) per i lavori. “In teoria le milanesi potrebbero iniziare a giocarci nel 2023-24 o forse nella stagione successiva – sottolinea il quotidiano -. Resta da vedere se il Comune, che preferirebbe una ristrutturazione di San Siro, darà l’ok alla costruzione del nuovo impianto. Non tutte le forze politiche sono favorevoli e il sindaco Sala potrebbe trovarsi in una situazione non semplice”. Ci sarebbero alternative a livello di terreno, ma per ora l’area prescelta resta quella di San Siro.

Volata Champions: INTER terza, Atalanta e Roma in scia. Crollo Milan e il Toro spera.

Secondo la Gazzetta dello Sport, due posti ancora da assegnare, 6 squadre in lotta: oltre all’Inter e alla Dea, giallorossi, granata, rossoneri e Lazio hanno buone chance. E la Juve incontra 3 protagoniste della volata

Quattro giornate alla fine, sei squadre ancora in corsa per due posti nella prossima edizione della Champions League. Per ora, sarebbero due club nerazzurri, Inter e Atalanta, rispettivamente terza e quarta, a entrare nell’Europa che conta. Ma è ancora tutto in bilico.

PROSSIMA GIORNATA — Il prossimo turno può dare indicazioni importanti. La classifica per ora recita: Inter 62, Atalanta 59, Roma 58, Torino e Milan 56, Lazio 55. Lazio-Atalanta di domenica alle 15 è un vero e proprio dentro o fuori per i biancocelesti: se la squadra di Simone Inzaghi non dovesse vincere, sarebbe praticamente fuori dalla corsa Champions. Un successo in trasferta dell’Atalanta, aumenterebbe sensibilmente le chance della formazione di Gasperini, soprattutto se la Roma (di scena in casa del Genoa), il Toro (impegnato nel derby contro la Juventus) e il Milan (a San Siro col Bologna) dovessero compiere passi falsi. L’Inter per ora è tranquilla e una vittoria in casa dell’Udinese renderebbe quasi sicura la qualificazione alla prossima Champions. Anche perché poi il calendario sorride a Spalletti: in casa contro Chievo ed Empoli, in mezzo il viaggio a Napoli, vero ostacolo da qui alla fine.

OCCHIO ALLA JUVE — La Juventus può essere l’arbitro della volata: i campioni d’Italia affronteranno in serie Torino, Roma e Atalanta. A chi lasceranno punti? Inter, Lazio e Milan sperano a nessuno. La squadra meno in forma del lotto è quella di Gattuso, che però ha un calendario sulla carta morbido. Se i rossoneri dovessero ritrovarsi, non sarebbe un miracolo prendersi 12 punti nelle ultime 4 tra Bologna, Fiorentina, Frosinone e Spal. E a quel punto le percentuali di centrare il quarto posto salirebbero di molto per il Milan. Il Toro ha due sfide durissime: oltre al derby, c’è la Lazio all’ultima giornata che potrebbe essere ancora in lotta almeno per un posto in Europa League.

MINE VAGANTI — Attenzione poi al Sassuolo, che sta finendo in crescita la stagione, nonostante non abbia traguardi davanti. La squadra di De Zerbi affronterà nelle ultime tre giornate Torino lontano dal Mapei Stadium, Roma in casa e Atalanta formalmente in trasferta, ma in realtà nello stadio amico, perché i nerazzurri giocheranno le ultime due partite casalinghe a Reggio Emilia. Anche il Genoa affronta più di una squadra in lotta per la Champions: Roma alla prossima e Atalanta alla terzultima. Occhio perché la squadra di Prandelli ha ancora bisogno di qualche punticino per ufficializzare la propria salvezza.

INTER planning £50m raid for Manchester City duo Danilo and Ilkay Gundogan.

Pep Guardiola’s Premier League champions Manchester City could potentially lose two players to Italian Serie A giants Inter Milan this summer.

Ilkay Gundogan is not the only Manchester City player in the sights of Inter Milan this summer, with the Sun claiming the Serie A giants are also eyeing full-back Danilo.

The Sun reports that Inter have also made contact with Danilo’s agent about a potential move to Italy. A £26 million signing from Real Madrid in 2016, the 27-year-old has only started nine Premier League games this season but Pep Guardiola is a fan of the versatile full-back, who can fill in on the left or the right.

INTER: C’è ancora da sudare per arrivare fra le prime quattro. Vietato distrarsi nei quattro match finali. Atalanta poco distante -3, Roma a -4 punti.

Il futuro chiama, e ce lo si gioca in quattro partite. Quattro partite che hanno un’importanza impressionante. Per 50 milioni (di euro) di buoni motivi. Ma non solo:per l’orgoglio, per tenere fede ai proclami di crescita, per dare un senso a tutti i progetti fatti e sbandierati in questi mesi. Il tempo dei piccoli passi è finito, anche perché il tempo non c’è più. La qualificazione in Champions Leaguedell’Inter va oltre il valore economico e siamo sicuri che, dalle parti di Appiano Gentile, dal presidente Zhang in giù, ne siano tutti consapevoli.

Il problema è che, in queste situazioni, passare dalla quasi totale sicurezza di avercela fatta a sprofondare nel baratro è un attimo. Qualche settimana fa, la Champions sembrava ormai obiettivo acquisito, tanto che si guardava alle ultime partite quasi come un banale contorno rispetto a un’estate di mercato di colpi e sorprese. E invece no.

Perché, come abbiamo visto tutti, questa squadra è riuscita nell’impresa di non sfruttare i numerosi match point capitati lungo il suo cammino: Lazio, Atalanta, Roma e Juventus.Quattro partite a San Siro da vincere a ogni costo, per tirare una mazzata alle ambizioni di rincorsa delle altre e mettere ogni cosa apposto. E invece, l’Inter è ancora lì, aggrappata a quella manciata di punti che ancora la tengono a galla, che la fanno respirare, che le permettono di tenersi dietro le rivali e di guardare alle ultime quattro con un briciolo di fiducia in più.

Ma, mentre i nerazzurri vanno a corrente fin troppo alterna, le altre, Milan a parte, hanno ricominciato a correre. Con decisione, determinazione e voglia di provarci fino all’ultimo. La Roma ha inanellato cinque risultati utili consecutivi e con Ranieri in panchina sembra aver trovato la quadra per assaltare con forza un posto fra le prime quattro, forza derivata anche dalla qualità di una rosa assolutamente competitiva; il Torino, dopo la vittoria contro il Milan, è definitivamente entrato, proprio nel finale, nella lotta: sottovalutare Mazzarri e il cuore Toro potrebbe essere un vero delitto; e poi c’è l’Atalanta che, con il successo contro l’Udinese, si è ritrovata di colpo quarta in classifica, a -3 dai nerazzurri, padrona del proprio destino. Guai a prendere sotto gamba una squadra che vive di sogni come in questo momento fa quella di Gasperini. Un trittico di pretendenti (senza contare che la Lazio, seppur indietro, non è ancora spacciata) pronto a fare un sol boccone di chi non ci crede fino all’ultimo.

Mentre le altre corrono, l’Inter avanza a piccoli passi. Ma è un andamento da cambiare. Subito. A cominciare dalla sfida di Udine, storicamente tostissima per i nerazzurri. Ebbene, quella contro la squadra di Tudor, a caccia di punti salvezza soprattutto dopo la sconfitta di Bergamo, è un esame davvero cruciale da non fallire, a differenza di quelli precedenti. Perché, se malauguratamente l’Inter dovesse incappare in un giorno storto, l’incubo potrebbe divenire sempre più concreto. E, con una trasferta a Napoli ancora da affrontare, meglio non fare scherzi.

Chiunque sarà l’allenatore dell’anno prossimo e qualunque sarà il mercato estivo dei nerazzurri, non ha importanza ora. Il futuro è adesso. Perché quattro partite possono decidere un progetto intero.

Nazionale – Il nerazzurro Salcedo festeggia la convocazione: “Essere qui è un sogno che si avvera.

Intercettato dai giornalisti presenti a Coverciano dove è in corso lo stage della Nazionale, Eddie Salcedo commenta la fresca convocazione da parte di Roberto Mancini: “Essere qui è un sogno che si avvera.Ringrazio Mancini, cercherò di approfittare di questa opportunità. Per il mio buon momento devo dire grazie anche ai miei compagni. Se sono qui è anche merito loro. Ora cercherò di sfruttare questa esperienza accanto a giocatori di Serie A provando a prendere il meglio per poi riproporlo in campo. Per quanto riguarda noi giovani e il nostro futuro, dipende da noi. Dovremo essere bravi noi a dare il massimo”.

RUOLO – “Gioco dove mi mette l’allenatore. Da bambino ho sempre giocato da attaccante esterno o centravanti ma ripeto: dove vengo impiegato va bene”.

L’INTER – “In Youth League secondo me abbiamo giocato alla pari con tutte, eravamo allo stesso livello. Non è andata bene per episodi, ma secondo me stiamo andando bene”.

RAZZISMO – “Nel 2019 bisogna superarle queste cose, non si può tollerare una cosa del genere. Più che interrompere la partita, avrei fatto qualcosa di immediato”.

INTER: Danilo dice sì ed è disposto a ridursi l’ingaggio. Offerta da 15 milioni al City, risposta alla fine della stagione. Il punto sul mercato nerazzurro.

In attesa di entrare nel vivo a stagione finita, l’Inter si sta muovendo con circospezione ma, al contempo, con grande decisione sul mercato, per iniziare a pianificare al meglio il 2019-2020. Come vi abbiamo riportato, è stato ufficializzato dal club nerazzurro il rinnovo di contratto fino al 2021 di Andrea Ranocchia, mentre quello di Milan Skriniar verrà annunciato nelle prossime settimane.
Ma i movimenti in difesa non sono finiti qui: come riportato da Sky Sport, infatti, è caldissimo anche il fronte Danilo. Il giocatore gradirebbe non poco vestire nerazzurro dopo una stagione deludente al Manchester City, tanto da essere disposto a ridursi l’ingaggio pur di venire a Milano (ora guadagna 4,5 milioni di euro, in nerazzurro potrebbe percepire uno stipendio di 3,5 milioni). Il City, dal canto suo, non sembra intenzionato a fare muro.
L’offerta dell’Inter c’è ed è di 15 milioni di euro più bonus: se ne discuterà a fine stagione, quando ci sarà l’appuntamento decisivo. I contatti, che vanno avanti dallo scorso ottobre, sono comunque proficui, e la trattativa prosegue serrata. L’Inter potrebbe chiudere presto ritoccando verso l’alto di poco l’offerta, ma anche Marotta sembra intenzionato ad aspettare la fine della stagione in corso, anche per avere la certezza della partecipazione alla Champions League e l’ok del prossimo allenatore nerazzurro.

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INTER: Ipotesi Mourinho sempre più lontana. Garcia: “Si gioca una panchina con Conte”.

I ricordi nerazzurri di Josè Mourinho sono sempre vivi

Jose Mourinho sempre più lontano dall’Inter. Lo Special One non sembra essere in cima alla lista di Suning e di Marotta, che puntano più su Conte, Allegri o sulla conferma di Spalletti. E allora, l’ex condottiero del Triplete nerazzurro potrebbe sbarcare a Parigi. Si contende la panchina del Psg con Wenger, secondo quanto riferisce Claudia Garcia, giornalista portoghese che collabora con la Rai: Mourinho e Wenger favoriti per la panchina del Psg. I due negli ultimi mesi sono sempre lì a Doha, dove veramente si prendono le decisioni. Hanno portato avanti le loro candidature direttamente con Al-Thani,l’emiro del Qatar.”

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