INTER – la Curva Nord: “Coreografia sul fallimento di chi non rispetta le sentenze. E ce l’avevano pure vietata”

La coreografia della Curva Nord in Inter-Juve

La Curva Nord, dopo la coreografia di ieri sera, ha voluto ripercorrere l’iter che ha portato al sì allo sfottò nei confronti della Juventus, con l’intera coreografia dedicata all’eliminazione in Champions League. Un iter tutt’altro che semplice, ripercorso tramite un post sulla pagina Facebook ufficiale:

“Un semplice messaggio privo di violenza o volgarità, un messaggio per ironizzare sull’ennesimo fallimento europeo di chi non sa accettare i verdetti della giustizia sportiva ed espone impunemente due scudetti senza che nessuno avanzi obiezioni.”

È stata una vittoria del buongusto e di quello spirito che da sempre contraddistingue il tifo organizzato eppure …

Eppure la questura di Milano venerdì scorso aveva dato parere negativo, troppo provocatoria per i tifosi bianconeri !!!

Se la coreo è stata comunque realizzata il merito va tutto al buonsenso del deputato Carlo Fidanza che in piena campagna politica per le elezioni europee ha trovato il tempo di fare ciò che ci si aspetta dalla politica ovvero occuparsi dei problemi sollevati dai cittadini e in collaborazione con lo staff del ministro Salvini è riuscito a sensibilizzare gli organi competenti.

Come sempre malgrado ciò che si vuol far credere, la Nord non fa politica ma sa riconoscere l’impegno di quei politici che non si fermano alle chiacchiere e per questo motivo ringraziamo Carlo e lo staff Salvini per il loro ruolo determinante in questa assurda vicenda.

Al di là del lieto fine, è ridicolo che con tutte le problematiche reali del nostro paese ogni settimana un pool di cervelloni in tutte le questure italiane senza alcuna nozione sulle dinamiche del tifo, analizzino e sentenzino cosa sia calcisticamente corretto esporre negli stadi.

Per il bene comune e per garantire la qualità del sostegno alla nostra maglia ci siamo sempre adeguati controvoglia alle normative vigenti ma quando chi le applica dimostra solo di non avere idea di cosa sia goliardia e passione castrandone ogni espressione, una riflessione andrebbe fatta.

È assurdo che dopo giorni e notti di lavoro per realizzare in tempo record uno spettacolo di ironia nel pieno spirito goliardico che da sempre contraddistingue i tifosi, qualcuno senza competenza possa esser eletto istituzionalmente a giudice supremo di ciò che sia accettabile o meno.

È ora che la politica tanto attenta alla prevenzione, disarmi le questure dalla facoltà di decidere come si debba fare tifo condizionando gratuitamente la parte aggregativa e positiva del tifo che si dice di voler tutelare.

La Curva Nord nei prossimi giorni farà una riflessione sull’opportunità di continuare a passare per i vari gos per far certificare il proprio DIRITTO AL TIFO, magari si perderà qualità ma guadagneremo certamente in dignità, almeno finché non cambieranno le norme o ritornerà il buonsenso”.

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INTER, con la Juve Spalletti mette il freno a mano o provvidenziale? Che ne pensano Zhang e Marotta?

La riflessione di Lapo De Carlo
all’indomani di Inter-Juventus.

L’Inter pareggia ancora in casa, questa volta contro una Juventus non trascendentale, giocando un tempo e restando a galla l’altro. Ha avuto le occasioni per vincere e avrebbe meritato, poteva anche perdere e si sarebbe parlato di Juventus cinica. 
Nel primo tempo l’Inter parte subito con l’approccio giusto, aggredisce la Juve, tiene un ritmo molto alto e dà la sensazione di creare pericoli. Detto, fatto: Nainggolan tira con l’esterno destro al volo, modello Stankovic, dai 25 metri, Szczesny sorpreso non può fare molto. È un gol spettacolare, uno dei più belli di questa stagione. 
All’11°esimo, colpo di testa di De Vrij che Szczesny intercetta sulla linea
Un minuto dopo Vecino verticalizza per Icardi, che costringe Szczesny alla parata in angolo. Al 29° un’occasione clamorosa che vede Icardi tentare di risolvere una mischia in area bianconera ma trova Matuidi che, davanti alla porta, salva con il corpo. Nella ripresa l’Inter parte con un atteggiamento più dimesso, subisce l’iniziativa della Juve e tenta la ripartenza, poi guadagna terreno ma quando entra Kean in due minuti la difesa va in bambola, non accorgendosi che con il suo ingresso c’è più spazio per Cristiano Ronaldo, prima con un cross di Cancelo che lo pesca in area ma rimpallato da De Vrij, poi con lo stesso portoghese che, grazie ad un pregevole scambio in area con Pjanic, trova l’angolino su cui Handanovic non può fare niente. Da quel momento gli ospiti tentano di portare a casa la partita e ci vanno vicini in almeno due occasioni, poi tocca di nuovo all’Inter e la partita resta viva fino alla fine, quando Banti manda le squadre negli spogliatoi. 
Il pari con i bianconeri, subito dopo il triplice fischio, è stato definito accettabile, perché in fondo si tratta della squadra che vince il Campionato da otto anni e la prestazione è stata nel complesso all’altezza. Se però ti chiami Inter non si può andare avanti a pensare che a San Siro un punticino con la Roma in fondo vada bene, che con l’Atalanta muova la classifica, che con la Lazio la sconfitta ci possa stare. 
Ora anche il pari con la Juventus è stato salutato con moderata soddisfazione e rivela la medietà di un ambiente che da troppi anni si sta abituando a non vincere, tutt’al più a piazzarsi.
Certamente l’Inter ha giocato molto meglio per più di un’ora ma come spesso le capita, in corso di partita, la squadra si abbassa senza spiegazione, lascia campo all’avversario già da inizio ripresa, non riesce a generare quel tipo di intensità che mette ad esempio in un primo tempo, come quello contro la Juventus, sbaglia diverse occasioni e paga pegno. 
Ci sono diversi giocatori all’Inter che si accendono e fanno vibrare lo stadio per giocate di alto livello, illudono per un ritmo e una volontà che fanno sognare, poi gli stessi svaniscono, tolgono la spina e osservano la partita assentandosi. 
Per una squadra che aspira ad essere grande non è accettabile ma tanto l’Inter mira solo a piazzarsi. 
Sento tanti tifosi che si allarmano se arrivano critiche verso l’Inter, nemmeno se le sferzate arrivano da chi segue e ama questa squadra. C’è una forma di protezione che crea uno scudo dalla realtà e non ci si accorge che un club come questo non può andare avanti ad accontentarsi, ad adeguare ogni anno le sue ambizioni, come se certi traguardi fossero irraggiungibili. 
Esci in Champions e si sente dire che in fondo l’Inter ha giocato un buon girone. Vero ma hai sbagliato la partita più facile. Vai fuori con la Lazio e si dice che tanto è la Coppa Italia, poi vieni eliminato dall’Eintracht e la motivazione viene da una squadra senza troppi titolari. Tutto vero, tutto giusto ma da anni si sentono sempre giustificazioni, ogni anno si tornerà ad essere grandi il prossimo.
Perciò sì, con la Juventus già scudettata è stata una bella partita e ci sono anche molti spunti positivi, a partire dalla miglior partita della stagione di Nainggolan, dal rientro preziosissimo di Brozovic e dall’ottimo match di De Vrij. 
Le vittorie danno significati e se avessero segnato Icardi, con quel tiro rimpallato da Szczesny o Lautaro Martinez con quell’iniziativa da fuori area che ha sforato il palo, o ancora Perisic, con un tiro dalla distanza che ha dato l’illusione del gol, sentiremmo una storia diversa. 
La storia diversa quest’anno l’abbiamo sentita solo in poche occasioni. 
L’ora delle giustificazioni, della mentalità mediocre, del compiacimento per una buona partita, dell’appagamento dopo un buon periodo, come se questo avesse portato un trofeo, dell’assenza di fame, è ora che termini con la fine di questo Campionato, ma anche nella testa di chi crede che questo genere di critiche siano contro l’Inter. 
Questa squadra ora deve andare a Udine per vincere, senza accontentarsi dell’ennesimo punticino e chiudere la questione Champions una volta per tutte, giocando sempre come nel primo tempo di questa sera. Il resto verrà da sé.

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INTER: contro la Juve si é evidenziato un problema che solo il mercato potrà risolvere.

MILANO – All’Inter servono piedi più raffinati. I nerazzurri hanno qualche problema nella rifinitura.

“L’Inter, prima del turno in corso, guidava la classifica dei cross sbagliati (288) ed è sesta in quella degli assist. Ha problemi di rifinitura. Ieri si è visto. Il mercato dovrà provvedere”.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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Serie A Inter-Juventus 1-1, il tabellino. (video) Le parole di Luciano Spalletti.

Luciano Spalletti in conferenza stampa dopo Inter-Juventus

MILANO – Nonostante l’immediato vantaggio firmato Nainggolan e un ottimo primo tempo disputato, l’Inter subisce il pareggio della Juventus poco dopo il quarto d’ora della ripresa: autore del gol, l’immancabile Cristiano Ronaldo.

INTER (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Asamoah; Vecino, Brozovic; Politano (35′ st Joao Mario), Nainggolan (30′ st B. Valero), Perisic; Icardi (37′ st Martinez). A disposizione: Keita, Candreva, Cedric, Gagliardini, Miranda, Padelli, Ranocchia, Dalbert. Allenatore: Spalletti

JUVENTUS (4-4-2): Szczesny; Joao Cancelo, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro (4′ st Spinazzola); Cuadrado, Can, Pjanic, Matuidi (15′ st Kean); Bernardeschi (41′ st Pereira), Ronaldo. A disposizione: Nicolussi Caviglia, Rugani, De Sciglio, Barzagli, Del Favero, Pinsoglio. Allenatore: Allegri

ARBITRO: Banti di Livorno

MARCATORI: 7′ pt Nainggolan (I), 17′ st Ronaldo (J)

NOTE: Ammoniti: Perisic (I), Cuadrado, Chiellini, Kean (J). Recupero: 0′ e 3′. Calci d’angolo: 10-4 per l’Inter

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Spalletti ai microfoni di Sky post Inter-Juve: “Quanto al mio futuro decide il club ma io resterei all’Inter per 100 anni”.

Luciano Spalletti ai microfoni di Sky Sport.

L’allenatore nerazzurro dopo l’1-1 con la Juve: “Siamo in un periodo in cui la squadra si è resa conto di avere qualità, mettendo in pratica quello che ha imparato. Siamo stati padroni nel primo tempo, poi serviva più maturità”. Sul futuro: “Rimarrei all’Inter per 100 anni perché è un bel club, ma rispetto quanto deciderà la società”

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Tra Inter e Juve è 1-1. Gran gol di Nainggolan al 7′, risponde CR7. I nerazzurri non blindato il 3°posto.

I due protagonisti in gol, Radja Nainggolan
e Cristiano Ronaldo.

La fame di Champions League dell’Inter, la fame di gol di Cristiano Ronaldo che fa 600 nei club. No, Inter-Juve non può mai essere una partita normale, anche se ci sono 26 punti di differenza, e così è anche stavolta: a San Siro finisce 1-1, ed è una serata da fuochi d’artificio. I nerazzurri fanno un altro passettino verso la coppa più importante, anche se la Roma oggi ha vinto (risalendo a -4 e al 4° posto) e domani Milan e Atalanta possono avvicinarsi a soli 3 punti; i bianconeri dimostrano che l’ottavo scudetto di fila già sulle maglie sarà nobilitato eccome con partite di spessore. Spalletti domina il primo tempo, segna subito con Nainggolan ma non la chiude. Allegri parte più lento, sa aspettare e poi cala l’asso CR7, un lampo nell’area nerazzurra per firmare il gol numero 20 in Serie A, e nel finale potrebbe anche fare il colpo da 3 punti.

INIZIO TOP — L’Inter fa tanto nel primo tempo e soprattutto tanto di quello che spesso quest’anno è mancato a Spalletti nelle partite da non sbagliare. I nerazzurri, che a sorpresa si presentano con Icardi e non Lautaro unica punta, non danno tempo alla Juve, hanno più benzina, affondano su ogni pallone, non mollano un millimetro. La conseguenza di un’Inter così energetica sono le occasioni in serie dopo il super gol dopo 8 minuti del Ninja, che una serata così contro la nemica Signora forse non l’aveva mai nemmeno sognata. Al 12’ prima Icardi e poi De Vrij di testa potrebbero uccidere il match, ma Szczesny si fa trovare decisamente più pronto rispetto al “tiraccio” di Nainggolan. Un’altra occasionissima ce l’ha ancora Maurito al 29’, quando favorito da un rimpallo calcia da due passi ma Matuidi si mette in mezzo e lo mura. E la Juve? Non ha la fretta di spingere a tutta e dalle parti di Handanovic si vede solo con Bernardeschi, che va alto su assist di Ronaldo. CR7, che al Meazza ha vinto la Champions con il Real nel 2016, nei primi 45’ fa qualche girighori e poco altro, ben controllato a turno da D’Ambrosio, De Vrij e Politano. San Siro (sold out per motivi di sicurezza a quota 73.855 spettatori) ribolle di entusiasmo e quando Matuidi fa fallo su D’Ambrosio nell’area nerazzurra e la curva accenna i buu il resto dello stadio fischia il centrocampista juventino.

ECCO RONALDO — Mai dare per finita la Juve, però, perché al ritorno in campo la musica è molto diversa e l’onda d’urto bianconera inizia a manifestarsi. Allegri è il primo a cambiare e fa uscire Alex Sandro e Matuidi, giocandosi le carte Spinazzola e Kean. Al 12’ è pericolosissima l’Inter con Perisic, che duetta con Brozovic su un calcio di punizione, poi ecco Ronaldo. Sì, CR7 decide che è il momento di essere decisivo. Prima fa le prove ma viene murato da De Vrij, poi al 17’ è implacabile e segna l’1-1: scambia con Pjanic e poi fa partire un missile che buca Handa sul primo palo, senza che lo sloveno possa nemmeno fare un passo. È 1-1, ma non finisce qui. Al 25’ Perisic-Icardi-Perisic dentro l’area ma Szczesny è fenomenale e devia in angolo. Spalletti toglie un esausto Nainggolan per Borja Valero e sposta Vecino trequartista: l’Inter soffre sulla destra, da dove piovono tantissimi cross. La Juve si vede ancora con Pjanic al volo su assist di Spinazzola ma Handanovic è attento. Va fuori Icardi, Lautaro prova a dare la scossa ma l’Inter non sa più essere pericolosa. Diversamente da Ronaldo, che al 90’ fa passerella anche in versione assistman: lui è perfetto, Pereira meno e la grossissima chance per il colpaccio Juve sfuma. Ma forse sarebbe stato troppo.

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Inter Juve 1-0 fine primo tempo, nel derby d’Italia decide Nainggolan al 7′.

A San Siro in campo Inter e Juventus, big match della 34^ giornata di Serie A. Maglia da titolare per Icardi che sfida Cristiano Ronaldo. La sblocca subito Nainggolan con un gran destro al volo, nerazzurri vicini al bis con De Vrij e Icardi

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INTER-Juventus, le formazioni: ICARDI centravanti. Gioca Brozovic.

Uno snodo importantissimo per la corsa Champions League e per blindare il terzo posto: l’Inter ospita la Juventus allo stadio Meazza e avrà il compito di portarevia punti dalla gara per proseguire la propria scalata verso l’Europa che conta. Luciano Spalletti ritrova una pedina fondamentale come Marcelo Brozovic, che rientra dall’infortunio ed agirà al fianco di Matias Vecino a centrocampo. Il resto della formazione è quella che ha disputato la gara con la Roma: sarà Mauro Icardi, a sorpresa, a guidare l’attacco, con Nainggolan, Perisic e Politano alle sue spalle.

INTER: 1 Handanovic; 33 D’Ambrosio, 6 de Vrij, 37 Skriniar, 18 Asamoah; 8 Vecino, 77 Brozovic; 16 Politano, 14 Nainggolan, 44 Perisic; 9 Icardi.

A disposizione: 27 Padelli, 5 Gagliardini, 10 Lautaro, 11 Keita, 13 Ranocchia, 15 Joao Mario, 20 Borja Valero, 21 Cedric Soares, 23 Miranda, 29 Dalbert, 87 Candreva.
Allenatore: Luciano Spalletti

JUVENTUS: 1 Szczesny; 23 Emre Can, 19 Bonucci, 3 Chiellini; 20 Cancelo, 16 Cuadrado, 5 Pjanic, 14 Matuidi, 12 Alex Sandro; 33 Bernardeschi, 7 Ronaldo.

A disposizione: 21 Pinsoglio, 32 Del Favero, 2 De Sciglio, 15 Barzagli, 18 Kean, 24 Rugani, 35 Matheus Pereira, 37 Spinazzola; 41 Nicolussi Caviglia.
Allenatore: Massimiliano Allegri

Arbitro: Luca Banti
Assistenti: Vuoto, Manganelli
IV uomo: Doveri
Assistenti VAR: Mazzoleni, Ranghetti

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Mazzola: “Io Icardi non lo vorrei mai vedere con un’altra maglia addosso e sono un grande estimatore di Luciano Spalletti, Avanti con entrambi.

Le dichiarazioni dell’ex giocatore dell’Inter in vista del match contro la Juve in programma stasera.

Sandro Mazzola, ex giocatore nerazzurro, ha analizzato la sfida in programma tra Inter e Juventus stasera: “E’ una partita di poca importanza per quanto riguardale posizioni di classifica, ma non sarà mai un match banale. Ospitare la Juve a San Siro ha sempre un fascino particolare, darebbe un bel segnale alla tifoseria battere i campioni in carica per l’ottavo anno di fila. Per quanto riguarda Icardi io non lo vorrei mai vedere con un’altra maglia addosso, uno come lui con la capacità di fare gol in ogni modo dovrebbe restare a vita in nerazzurro. Sono un grande estimatore di Luciano Spalletti, per me sarebbe giusto proseguire un ciclo con lui e vedere sia l’argentino che l’allenatore toscano ancora per diversi anni sulla panchina dell’Inter. Si fa il bene del club a tenere un bomber come Maurito, spero non ci siano più problemi ambientali ma Spalletti merita la fiducia della dirigenza nerazzurra”.

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INTER Primavera: Madonna ringrazia Colidio: 1-0 al Genoa, secondo posto blindato.

Decisivo il colpo di testa dell’attaccante argentino.

Missione compiuta per l’Inter, che batte 1-0 il Genoa e consolida ulteriormente il secondo posto in classifica alle spalle dell’Atalanta. Decisivo il colpo di testa di FacundoColidio a inizio ripresa, che regala i tre punti alla formazione di Madonna. Dopo un primo tempo equilibrato e con poche occasioni, con il caldo che condiziona in maniera determinante i ritmi dell’incontro, la partita decolla nella ripresa: l’Inter esce forte dai blocchi e mette alle strette il Genoa, e al 51′ passa in vantaggio grazie al perfetto colpo di testa di Colidio, al quinto centro stagionale in campionato. I nerazzurri sfiorano più volte il pareggio, ma non riescono a trovare il colpo del ko. Il Genoa mette i brividi a Dekic colpendo il palo, ma il risultato non cambia: l’Inter sale a +7 sul terzo posto, l’obiettivo secondo posto è più vicino.

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