L’Empoli compie un nuovo passo importantissimo verso la salvezza: la formazione di Aurelio Andreazzoli schianta il Torino con un secco 4-1, trova il suo terzo successo consecutivo in campionato e scavalca il Genoa portandosi in quart’ultima posizione, che i toscani dovranno difendere domenica nell’ultimo incontro stagionale a San Siro contro l’Inter. Nella lotta per non retrocedere è sempre più invischiata la Fiorentina, sconfitta anche a Parma per 1-0 e che domenica ospiterà proprio il Grifone al Franchi per un match che si preannuncia alquanto infuocato.
Il giornalista ha parlato delle scelte in attacco del futuro tecnico dell’Inter
A Sky Sport il giornalista Maurizio Compagnoni ha parlato di Mourinho accostato alla Juve e anche delle scelte di Conte per l’Inter:
“Troppo forte l’empatiacol popolo nerazzurro di Mourinho per andare alla Juve. Soli contro tutti, il rumore dei nemici, la vedo difficile che possa andare alla Juve. Dalle informazioni in mio possesso credo che a Conte piaccia molto Martinez, ma lo vede come terza punta nel suo 3-5-2. Prime scelte di conte riconducibili a Dzeko e Lukaku e non a Icardi. Non escludo uno scambio Icardi-Dybala”.
Luciano Moggi, ex dirigente tra gli altri di Napoli e Juventus, ha parlato del valzer degli allenatori per la prossima annata calcistica.
L’ex dirigente di Napoli e Juventus, Luciano Moggi, ha parlato in una intervista. Vi proponiamo alcuni stralci dell’intervista in questione: “Post Allegri? Penso che la Juventusabbia già provveduto perché a giugno non bisogna trovarsi in questa situazione. Credo che Agnelli abbia le idee chiare. Conte è indirizzato verso l’Inter. Allegri potrebbe andare all’estero. Sicuramente anche Allegri avrà avuto dei contatti, quando si arriva a queste conclusioni è normale”.
“Il destino è segnato, diciamo al 99% , ma Luciano Spalletti deve ancora ottenere la medaglia da appuntarsi sul petto, ovvero la seconda qualificazione consecutiva alla Champions League”. Il tecnico di Certaldo dovrebbe salutare Milano a fine stagione, però resiste la volontà di chiudere l’avventura nerazzurra nel miglior modo possibile: confermarsi in Champions e farlo da terzi in classifica. “Spalletti però è a fine corsa, l’Inter ha trovato il sì di Antonio Conte e aspetta proprio l’aritmetica qualificazione in Champions per passare dalla stretta di mano alla firma del contratto -. Ma, come detto, Spalletti vuole finire al meglio, con la Champions, magari il terzo posto e tornando – perché a no? – a vincere a Napoli dove l’Inter non riesce a ottenere tre punti dal 18 ottobre 1997”.
Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:
Luciano Spalletti sul match di stasera contro il Napoli:
“Noi cerchiamo di affrontare sempre le partite per portare a casa il massimo. Ci sono due partite e siamo in condizioni di disputarle in maniera corretta perché ci siamo allenati bene e nelle ultime gare anche se non abbiamo vinto spesso le abbiamo affrontate bene. Si cerca di vincerla, anche a rischio di perderla. Non è la partita contro la Lazio dell’anno scorso, è una partita differente. E come ho detto prima sappiamo che è una partita importantissima e diventa fondamentale arrivarci nel modo giusto, che vuol dire aver fatto le cose nella maniera corretta in settimana. Non sono tanto le intenzioni, è come ti comporti che fa la differenza”.
La decisione della Juventus di non proseguire con Massimiliano Allegri nella prossima stagione ha gettato gran parte dei tifosi dell’Inter nel panico. Come se,in maniera del tutto automatica, la risoluzione dello stesso Allegri con i bianconeri avesse come unico possibile effetto il grande ritorno a Torino di Antonio Conte.
Per carità, è comprensibile che il pensiero sfiori tifosi e addetti ai lavori. Del resto, in maniera del tutto legittima, Conte non ha mai nascosto la sua juventinità, alla stregua di quanto, per esempio, Mourinho ha fatto in questi anni nei confronti dei colori nerazzurri, nonostante dopo la finale di Madrid si fosse affrettato a dire che il suo futuro sarebbe stato lontano da Milano (ma questa è tutta un’altra storia). Questo per dire essenzialmente una cosa: i sentimenti, a volte, cozzano con la professionalità, col passare dei tempi, con le opportunità e, soprattutto, con la fame e la voglia di vincere.
Partiamo dalla Juventus: risulta davvero difficile pensare che una società di tale calibro e prestigio decida di non proseguire con un allenatore senza prima aver quantomeno contattato e portato avanti una trattativa con l’ipotetico successore. A questi livelli (e non al bar il lunedì mattina) non ci si fa mai trovare impreparati. E, se analizziamo lucidamente la situazione della Juventus, una società che vince da otto anni consecutivi in Italia e che è ormai nella top ten dei club europei, credere che la questione allenatore non sia già incanalata risulta surreale. Detto questo, facendo leva sulla juventinità di Conte di cui sopra, di certo Andrea Agnelli avrebbe avuto argomenti convincenti per persuadere l’ex ct. Una telefonata che, però, sarebbe dovuta arrivare già un mese fa.
Eh sì, perché era chiaro a molti che, in seno al club bianconero, la società, dopo la nefasta notte di Champions League con l’eliminazione maturata allo Stadium contro l’Ajax nei quarti di finale, si stavano portando avanti delle valutazioni sul futuro di Allegri e del futuro della panchina. Il nome di Conte già serpeggiava, ma da Torino sono arrivate solo smentite. Le settimane, intanto, sono passate, e sull’arrivo dell’ex Chelsea all’Inter nel frattempo sono arrivate conferme sempre più concrete.
Già, perché al contrario di quello che credono in molti, l’accordo tra Antonio Conte e l’Inter è qualcosa nato molto prima di un mese fa. L’amministratore delegato nerazzurro ha svolto in questi mesi un lavoro certosino di convincimento nei confronti dello stesso Conte, illustrandogli l’ambizioso progetto di Suning e della sua voglia di rendere l’Inter nuovamente il club più grande del mondo. Da una parte, Marotta è sempre stato convinto che l’ex ct fosse l’uomo giusto per inaugurare davvero la nuova era nerazzurra con la firma marottiana ben stampata sopra; dall’altra, Conte, sentitosi corteggiato e apprezzato, ha accettato con la fame di chi ha tutte le intenzioni di tornare a vincere al più presto.
Conte, nel momento in cui ha sposato il progetto Inter, sapeva benissimo che la Juventus avrebbe anche potuto cambiare allenatore al termine della stagione. Del resto, nessuno era certo che Allegri potesse continuare in bianconero, soprattutto considerato il peso specifico del cammino in Champions League. Quindi, legittimamente, Conte avrebbe potuto anche attendere, scrutare l’orizzonte juventino in cerca di segnali, “gufare” Allegri, augurarsi una chiamata da casa Agnelli. Questo se davvero l’Inter fosse stata la sua seconda scelta. Non lo ha fatto. E ha scelto il progetto nerazzurro, indipendentemente da eventuali scossoni alla Juventus.
Sospettare che Conte si rimangi la parola a questo punto della storia, sembra offensivo soprattutto per lo stesso allenatore che, pur essendo juventino nell’animo, ha dimostrato di essere un professionista esemplare della panchina in tutte le sue precedenti esperienze. Dunque, sembra una ragionevole conseguenza sostenere che, chi vive nella convinzione che l’Inter per Conte sia una seconda scelta, è in clamoroso errore. La Juventus e Conte si sono amati, ma ora le loro strade si sono divise. Conte è pieno di stimoli: ha l’occasione di entrare ancor di più nell’Olimpo mondiale degli allenatori, riportando una gloriosa società a vincere dopo anni di astinenza, interrompendo al contempo l’egemonia della “sua” Juventus; avrà alle spalle una società ambiziosa, solida, pronta a un mercato importante (complice l’uscita dal Settlement Agreement ufficializzata ieri) e potrà mettere d’accordo tutti, portando una mentalità vincente, ispirata al lavoro e al sacrificio.
Insomma, Conte ha scelto l’Inter. Per Conte, l’Inter non è un ripiego. I tempi e gli accadimenti lo hanno dimostrato ampiamente. Che si mettano da parte le remore, e che si tifi solo per il ritorno alla vittoria dell’Inter.
La telenovela Icardi in casa Inter continua ad appassionare. Perché è sempre l’ora giusta per una smentita o per una nuova puntata.Nessuno dei protagonisti si sottrae, compreso Spalletti, che in conferenza stampa sfiora la questione evitando di toccare le spine: “Se siamo mai tornati sulla questione fascia? Diventa difficile perché poi ognuno resterebbe sulle proprie posizioni, ma adesso si sta allenando bene, con il giusto atteggiamento. Credo che lui sia un buon ragazzo è un gran calciatore e gli credo quando dice che vuole restare”.
DUE MOTIVI PER VENDERLO –Strategia o istinto? Verità o bugia? Icardi vuole togliersi di dosso l’imbarazzo, come a non voler ripetere altri errori, come a voler ricominciare. L’Inter invece sembra aver chiuso il capitolo, pronta a girare pagina, con Dzeko e Conte, che nel giallorosso intravede il centravanti del rilancio. Marotta e Ausilio vogliono vendere Icardi, intendono farlo per diversi motivi: primo su tutti la questione ambientale; ma non è da sottovalutare la questione bilancio e plusvalenze. Perché se è vero che i nerazzurri sono usciti dal Settlement Agreement è altrettanto vero che rimane invece il Fai play finanziario e l’Inter vuole chiudere almeno in pareggio il bilancio del prossimo giugno, perché nel 2020/21 sarà ancora -30 la massima perdita concessa nel periodo che va appunto dal 2018/19 al giugno 2021
L’INTER HA DECISO – L’Inter inserirà i costi dell’esonero di Spalletti nell’attuale bilancio, come anche il riscatto di alcuni calciatori come Radu, attualmente in prestito al Genoa. L’equilibrio tra ricavi e perdite ad oggi è sbilanciato in negativo e vendere Icardi significherebbe sistemare ogni cosa, dato che il bomber argentino é a bilancio praticamente a zero e una sua cessione produrrebbe una plusvalenza piena. Una plusvalenza che consentirebbe all’Inter di ripartire con un nuovo progetto. Questo Icardi lo sa bene, c’è chi giura che qualcuno glielo abbia anche spiegato. Ma ad oggi l’argentino non ci sente. Vuole restare, dice. Ma l’Inter ha deciso per lui. Capire chi la spunterà appassionerà ancora molti, ma non a lungo. Giugno è vicino.
Mauro Icardi e il suo futuro tengono banco in casa nerazzurra
Il futuro di Mauro Icardi all’Inter caratterizzerà le prime settimane di calciomercato. Il bomber nerazzurro, ieri sui social, ha ribadito senza possibilità di essere male interpretato la sua volontà di permanenza a Milano. Basterà?
Secondo il Corriere dello Sport, “sarà compito delle prossime settimane cercare di ricomporre la frattura, con l’avvento di Antonio Conte che non avrebbe posto alcun veto sulla presenza di Icardi l’anno prossimo. Una fuga di Maurito verso la Juve è quello che più spaventa i tifosi interisti, allo stato attuale. Verosimile che, al tramonto dell’avventura di Spalletti a Milano, l’attaccante possa rasserenarsi. Un rebus in meno, al momento”.
Napoli vs ‘Inter, 37° giornata di serie A, la probabile formazione nerazzurra
Napoli, Insigne è tornato in gruppo
Sembrava che Lorenzo Insigne fosse destinato a vedere un’altra gara dalla tribuna. L’attaccante azzurro, vittima di un risentimento all’adduttore, ha però superato il problema dato che è rientrato in gruppo. Ancelotti quindi potrà contare anche su di lui. Resta solo da capire se potrà scendere in campo dall’inizio. Se così fosse, tornerebbe il ballottaggio tra Milik e Mertens. Nell’ultimo allenamento solo Ounas ha svolto lavoro differenziato. Mario Rui pare favorito su Ghoulam ma sappiamo quanto Ancelotti ami mescolare le carte in allenamento. Col gruppo si sono visti anche Maksimovic e Diawara. In mediana non dovrebbero esserci soprese con Callejon e Zielinski in fascia e la coppia Allan-Fabian Ruiz in mezzo.
Inter, de Vrij e Politano monitorati. Joao Mario a casa
All’Inter di Spalletti manca una vittoria per avere la certezza aritmetica di un posto in Champions. Il tecnico toscano pretende quindi che tutti siano ancora professionali e soprattutto motivati. Su quest’ultimo aspetto ha peccato Joao Mario che è stato rimandato a casa prima del termine della sessione di giovedì. Il portoghese non era comunque in lizza per una maglia da titolare. C’è però chi tornerà dal primo minuto. Parliamo di D’Ambrosio e Brozovic, di rientro dalla squalifica. Zero speranze per de Vrij, qualcuna in più per Politano, vittima di una distorsione alla caviglia. Entrambi non si sono allenati col gruppo. Politano potrebbe però essere a disposizione. In quest’ultimo caso è però scontata la sua partenza dalla panchina. Davanti solito dilemma: Lautaro o Icardi?
Probabili formazioni
Napoli (4-4-2): Meret; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Ruiz, Zielinski; Mertens, Milik. All. Ancelotti
Il Napoli ha perso 64 delle 145 sfide in Serie A contro l’Inter (45V, 36N), solo contro la Juventus ha raccolto più sconfitte (68).
Il Napoli non ha trovato il gol in tutte le ultime tre partite in Serie A contro l’Inter, gli azzurri non rimangono a secco di gol per quattro partite di fila contro un singolo avversario dal 2000 (vs Atalanta).
Il Napoli non perde in casa contro l’Inter in Serie A da 12 partite (8V, 4N), già striscia record di imbattibilità interna contro i nerazzurri nel massimo campionato. Nel parziale ha ottenuto sette clean sheet, compresi gli ultimi due consecutivi.
In 10 delle ultime 11 partite del Napoli in campionato entrambe le squadre hanno trovato la via del gol.
L’Inter ha tenuto la porta inviolata 17 volte in questo campionato, più di qualsiasi altra squadra.
Nessuna squadra ha subito meno gol dell’Inter nei 15 minuti finali di partita (cinque), mentre il Napoli è quella che ne ha realizzati di più nello stesso intervallo in questo campionato (21).
Tre degli ultimi quattro gol del Napoli in questo campionato sono arrivati dall’85’ minuto in poi: gli azzurri hanno realizzato 13 gol in questo parziale, più di qualsiasi altra squadra.
Tra le squadre affrontate almeno sei volte in Serie A, il Napoli è quella contro cui l’attaccante dell’Inter Mauro Icardi ha segnato meno gol (solo due).
L’esterno del Napoli José Callejón ha segnato quattro gol contro l’Inter in Serie A, solo contro la Lazio (sei) ha fatto meglio.
Tra i portieri con almeno 10 presenze in questo campionato, Alex Meret del Napoli è quello con la percentuale di parate migliore (81%); secondo Samir Handanovic dell’Inter, con il 77%.
L’Inter vuole Romelu Lukaku. Come scrive la Gazzetta dello Sport, c’è stato un contatto tra la società nerazzurra e Pastorello, agente del calciatore, che ha riportato la richiesta del Manchester United per cedere il belga: servono 60 milioni di euro.
Niente acqua alla gola. Per la prima volta da tempo immemore, Piero Ausilio potrà operare sul mercato già a giugno senza dover trascorrere il primo mese post campionato sacrificando giovani talenti sull’altare del bilancio. Con la cessione di Radu per 8 milioni al Genoa – in attesa di una probabile recompra, che sarà iscritta a partire da luglio presumibilmente – il bilancio dell’Inter potrà già considerarsi intorno al pareggio: niente più casi Rafinha e Cancelo, il riscatto di Politano e Keita – teoricamente anche di Cedric e Vrsaljko – dipenderà solo e unicamente da valutazioni tecniche, senza assilli economici. Per il primo pare quindi solo una formalità il suo acquisto dal Sassuolo, che potrebbe accettare anche qualche giovane per abbassare il prezzo e permettere ai nerazzurri di fare qualche plusvalenza che comunque male non fa: l’unico dubbio potrebbe sorgere in caso di arrivo di Antonio Conte sulla panchina nerazzurra, visto che il tecnico ex Juve non ha utilizzato spesso moduli con ali offensive in carriera, ma questo per il momento rimane un altro argomento. Più complicata invece la situazione Keita, visto che Marotta e soci sembrano starsi muovendo alla ricerca di altri profili sul mercato.
BILANCIO INTER – Con 340 milioni circa di ricavi esclusi proventi dalle cessioni dei giocatori – e al netto di eventuali nuove sponsorizzazioni – , il bilancio dell’Inter potrebbe avvicinarsi ‘pericolosamente’ a quota 400 milioni, una cifra non lontana da quanto fatturato dalla Juventus prima dell’arrivo di CR7. La Champions League permetterebbe, se centrata, di fatto ai nerazzurri di avere un incremento nei ricavi di circa 50 milioni fra premi partecipazione, diritti televisivi e incassi da botteghino. Per questo sarà chiaramente fondamentale chiudere l’anno nuovamente fra le prime quattro posizioni, in modo da poter essere liberi di agire a luglio, quando i nerazzurri saranno finalmente svincolati dalle morse del settlement agreement, come ufficializzato quest’oggi dall’Uefa e potranno finalmente operare con maggiore decisione sul mercato.